Il Tirreno

Grosseto

Il voto spacca in due l'Idv da un parte i giovani (vincenti) dall'altra gli ex socialisti

<strong>IDV.</strong> In alto Tenuzzo e Rosini, sopra Falletti e Pasquali
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IDV. In alto Tenuzzo e Rosini, sopra Falletti e Pasquali

Stefano Rosini, sorretto da Tiziana Tenuzzo, va in consiglio Sconfitti Falletti e Menghetti. Ceccarelli verso l'assessorato

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GROSSETO. Nella lista dell'Italia dei Valori c'è stato un braccio di ferro, all'ultimo voto, tra Francesco Falletti e Stefano Rosini, risolto a favore di quest'ultimo per una manciata di preferenze, ma quanto bastava per avere il posto in consiglio comunale. La tornata elettorale, quindi, ha definitivamente evidenziato una netta divisione all'interno del partito di Di Pietro. Da una parte i giovani: il leader degli insegnanti precari Stefano Rosini, l'assessore provinciale Tiziana Tenuzzo (che alle Comunali, dove è stata schierata per servizio al partito, si è letteralmente immolata per portare acqua al mulino di Rosini, consentendogli lo splendido risultato), ma soprattutto Luca Ceccarelli, presidente di Guru@work, spirito libero e buona capacità di leggere la politica (a Gavorrano, per esempio, sosteneva convintamente Borghi, mentre il simbolo del partito stava con la Mondei...).  Sul fronte opposto gli ex socialisti Massimo Menghetti (già segretario del senatore Silvano Signori, ex presidente del Terzo e membro del cda di Investia), Emilio Angelo Falletti (ex segretario provinciale del Nuovo Psi e vice-presidente di Acquedotto del Fiora), il fratello Francesco Falletti (consigliere comunale di maggioranza negli ultimi cinque anni). E ancora Mauro Pasquali, ex segretario della federazione Psi di Follonica e oggi coordinatore provinciale.  Se Bonifazi dovesse vincere c'è da capire quale delle due anime deciderà di premiare con un posto in giunta. I numeri usciti dalle urne, ma soprattutto la logica - visto il cumulo di incarichi della componente ex socialista - suggerirebbero di puntare sul gruppo dei giovani, che all'oggi risulta coeso e motivato. Peraltro pare che Rosini non sia interessato al ruolo di assessore, preferendo maturare un'esperienza di consiliatura. Ecco quindi che le opzioni si riducono a Luca Ceccarelli, decisamente il più probabile, spinto anche dallo stesso Rosini, o Tiziana Tenuzzo, con quest'ultima che, sia detto solo in teoria, potrebbe traslocare tra i due palazzi.  Per sparigliare il quadro, però, non è escluso che i vertici provinciali del partito puntino tutto sull'orbetellana Anna Maria Carbone, candidata come capolista a Grosseto e accreditata però di appena 118 preferenze. Il nodo, nel suo caso, sarebbe il doppio incarico e anche spiegarlo alla base che le ha preferito altri nell'urna. La domanda è: nel caso di un impegno da amministratore nel municipio capoluogo lascerebbe la Carbone i banchi di Palazzo Aldobrandeschi, favorendo l'ingresso in consiglio provinciale del primo dei non eletti? Va detto che Di Pietro e molti dirigenti nazionali del partito da sempre combattono e denunciano i doppi incarichi. Ad ogni livello.  In consiglio provinciale, qualora la Carbone andasse a comporre la nuova giunta Bonifazi e fosse chiamata a rinunciare al suo banchino, entrerebbe Michele Sementilli, imprenditore nel settore delle rinnovabili, uscito dal partito e dall'agone politico nell'agosto del 2009, richiamato all'ordine da Fabio Evangelisti, dopo un duro faccia a faccia sui giornali con il neopresidente della Provincia Leonardo Marras (lo accusò di aver promosso capo di gabinetto l'autista del suo camper) e prima ancora assurto alle cronache per gli attacchi all'amministrazione Bonifazi sugli sprechi del settore cultura. Insomma una matassa ingarbugliata, in cui sembra possibile quasi tutto... Persino un congresso straordinario. (gb)

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