Il Tirreno

Grosseto

«Troppi rumori», sigilli al Nirvana

Federico Lazzotti
«Troppi rumori», sigilli al Nirvana

Sequestrato il caffé in via Montanara, i titolari: «Subito ricorso al giudice»

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Sulla movida in centro storico arrivano i sigilli del tribunale di Grosseto che ha disposto il sequestro preventivo del caffè Nirvana, il locale di via Montanara che dal giorno della sua apertura, nel novembre del 2009, ha scatenato le proteste dei residenti per i presunti schiamazzi, risse e danneggiamenti nelle ore notturne da parte dei clienti, in particolare nel fine settimana.  «Presenteremo istanza di dissequestro il più presto possibile - spiega Giada Manciulli, legale dei titolari - questo è un locale a conduzione familiare dove lavorano tre persone e permette a due ragazzi di vent'anni di sopravvivere».  Ieri mattina i vigili urbani si sono presentati in via Montanara intorno alle 10.

In mano le tre pagine del decreto con il quale il giudice Pietro Molino, su richiesta del pubblico ministero Maria Navarro, dispone il sequestro preventivo del locale.  L'ipotesi accusatoria è «disturbo continuato della quiete pubblica». Al centro del dispositivo «il pericolo di reiterazione del reato» e il mancato controllo - scrive il giudice - dei proprietari che non hanno «attuato contromisure e accorgimenti per impedire il proseguo delle irregolarità».  Eppure sulla porta d'ingresso del locale i proprietari hanno affisso un cartellone con un messaggio scritto in rosso e rivolto ai clienti che recita: «Dato che a questo punto sembra che la nostra responsabilità non finisca al termine di via Montanara ma oltre, vi preghiamo di non toccare, non spostare, non guardare oggetti, porte, persone e tanto altro, fino al vostro arrivo a casa», firmato la direzione.

Troppo poco, evidentemente, per convincere il giudice a rigettare la richiesta di sequestro presentata l'11 maggio dal pm.  L'inchiesta della Procura, che ha anche iscritto nel registro degli indagati il titolare del locale, è scattata l'11 gennaio scorso quando sulla scrivania del pubblico ministero Maria Navarro è stato recapitato un esposto firmato da una decina di residenti, nel quale venivano elencate «in modo dettagliato» le presunte irregolarità messe in atto da proprietari e clienti del locale.

Nella denuncia si fa riferimento ad «alterchi e risse» e a rumori che impediscono il riposo dei residenti nell'orario notturno e dunque innescherebbero problemi di salute. Un esempio? Il 12 novembre dello scorso anno alcuni ragazzi avrebbero manomesso i rubinetti delle tubazioni del gas innescando, il giorno successivo, una pioggia di richieste di intervento. Ai proprietari, invece, viene imputato di servire alcolici in bottiglie di vetro anche dopo le 22.30, nonostante il regolamento comunale lo proibisca.

Il primo passo della Procura è stato quello di disporre controlli per verificare le accuse mosse dai residenti. Per accertare il livello dei decibel emessi dai clienti del locale, la notte tra giovedì 3 e venerdì 4 marzo, giorno della settimana in cui il locale è maggiormente frequentato, è stato piazzato un rilevatore fonometrico.  Dai risultati - si legge nel decreto di sequestro - è emerso che il livello di decibel che proverrebbe dal locale è superiore a quello consentito dalla legge.

Ad aggravare la posizione del Nirvana gli episodi di violenza accaduti nei dintorni del Caffé, primo fra tutti quello avvenuto la notte di Natale tra il proprietario del locale e un cliente.  Ora la palla passa ai legali del bar che entro la fine di questa settimana potrebbero già presentare l'istanza di dissequestro. Difficile fare previsioni sui tempi della chiusura forzata del Nirvana. Domani certamente sarà il primo giovedì da un anno e mezzo a questa parte che il locale resterà chiuso. I residenti sono pronti a fare festa.

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