Proteste
Messaggi biblici e strafalcioni nell'urna
Lorenzo Santorelli
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AL VOTO. Tante schede nulle per gli errori ai seggi Alcuni candidati hanno pagato i tanti errori degli elettori
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GROSSETO. Il più ecumenico, per non far torto a nessuno, ha lasciato la scheda elettorale intonsa inserendovi un bigliettino: «Voi siete la luce del mondo» era l'incipit evangelico, seguito dall'invito ad abbandonare l'odio della contesa elettorale per affidarsi all'abbraccio di Dio. Un auspicio altrettanto messianico, seppur di diverso tenore, è quello vergato da un elettore che ha motivato la sua astensione con la nostalgia per i soviet. Il tutto scritto in caratteri cirillici. Presenti immancabilmente anche stelle a cinque punte, motti fascisti, improperi irriferibili e massime goliardiche. Viste da destra e viste da sinistra, le elezioni grossetane non sono mancate di sfumature alla Don Camillo e l'onorevole Peppone. Stranezze ed errori che non offuscano il richiamo alla politica, tutt'altro che scherzoso, proveniente dalle più di 1600 schede nulle e le quasi 300 bianche. «In due giorni avete rifatto la senese, vergognatevi», era scritto in una scheda in riferimento ai lavori che, in tempi elettoralmente funzionali, hanno rimesso a posto il tratto di strada dall'ospedale a piazza Volturno. Disaffezione e protesta a braccetto con distrazione e ignoranza, sta di fatto che i risultati potrebbero non aver rispecchiato fedelmente le intenzioni dei cittadini. Tra le varie cause un presidente di seggio segnala con un neologismo il voto trisgiunto. Il caso emblematico è quello di un elettore che ha messo la croce sul nome di Lolini e sul simbolo dell'Idv, dando la preferenza ad un candidato della Lega Nord. Limitandosi al voto disgiunto sono stati proposti apparentamenti politici alquanto azzardati: Citerni accanto allo scudo crociato di Udc e Api, Bonifazi tra le fila leghiste, Lolini con il garofano socialista e Gori scavalcato dalle preferenze indirizzate direttamente al suo mentore Beppe Grillo. Siccome l'immaginazione non è ancora al potere, questi voti sono stati invalidati parzialmente o totalmente. «Con il principio del favor voti - spiegano dall'ufficio elettorale della Prefettura - in caso di schede compilate erroneamente si cerca di salvare il voto al sindaco». Spesso dove non arrivava il regolamento è bastato il buon senso dei presidenti di sezione. Il segretario comunale del Pd, Roberto Panfi, ha potuto beneficiare di quelle preferenze scritte accanto al simbolo esatto ma rivolte ad un inesistente Banfi. Un elettore particolarmente ligio al dovere ha dato la preferenza, testualmente e fedelmente, a tale «Scrivi Lunardi» come lo invitava il santino del candidato del Pd. Sorride meno Luca Agresti sapendo che molti suoi voti erano segnati sul simbolo non del Pdl bensì del Nuovo Polo per Lolini, al quale invece appartiene Adriano Renis che in molti hanno collocato ancora ne La Destra. Una lista, quella di Nuovo Polo per Lolini, che tanti hanno scambiato per il rettangolino da segnare per la scelta del sindaco, votando erroneamente per due liste nella coalizione di centrodestra. Momenti di panico quando un anziano elettore, colto da tormenti interiori, è uscito dal seggio con la scheda aperta per chiedere delucidazioni. «Ci siamo tappati gli occhi e gli abbiamo intimato di rientrare - racconta una scrutinatrice - come per Per non una signora alla quale è squillato il cellulare durante il voto. Abbiamo dovuto chiamare la polizia». La sprovveduta se l'è cavata con una ramanzina. Per sua fortuna era un vecchio telefono senza macchina fotografica.
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