Sicurezza
Soprattutto a Bagno, da sempre roccaforte, i numeri condannano le scelte del partito
Il Pd si lecca le ferite, Polvani duro: «Una Caporetto, dovremo riflettere»
Alfredo Faetti
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BRINDISI. Di Massimo Borghi dopo la nuova elezione 2 MINUTI DI LETTURA
GAVORRANO. Alla Casa del popolo è il momento delle riflessioni. Il Pd riunirà a breve tutti gli iscritti per analizzare questa pesante sconfitta elettorale, nei circoli ma soprattutto nella sede generale di Bagno di Gavorrano, perchè anche la frazione, roccaforte piddina, ha tradito. Fatta eccezione di Roccalbegna e Grosseto, dove è andato al ballottaggio, in Maremma l'unico Comune in cui il Pd ha perso a scapito di una sinistra, forse più tradizionale, è Gavorrano. Un «tracollo» lo definisce Silvano Polvani, uno dei candidati di punta del Pd per il consiglio, che ha ottenuto 69 preferenze. Anche lui parte dalla frazione di Bagno, dove la lista piddina ha «perso consensi», dato che il distacco da Borghi è stato di oltre 200 voti. Un dato che fa riflettere Polvani: «la caduta appare libera». Forse è proprio questo uno dei punti da cui partire, tenendo sempre sott'occhio i numeri usciti dalle urne. Chi non ha voluto il popolo gavorranese? Francesca Mondei o il Pd? Guardando i dati delle preferenze, emerge che l'idea del rinnovamento giovanile della classe dirigente gavorranese non è stata bocciata dagli elettori. Nelle fila democratiche a prendere il maggior numero di voti è stato Giulio Querci (126), che entra in consiglio comunale, seguito da Riccardo Tosi (119), Luca Gabrielli (105) e Valentina Cantini (103). Tutti ragazzi, se vogliamo, con un'età che ruota intorno ai 30 anni. Poi le preferenze calano. Da qui viene da pensare che non tutti i problemi che hanno portato a questa "Caporetto" del Pd, dopo una campagna elettorale contornata dalle stelle del firmamento democratico, provengano dalla scelta del candidato. Forse sono più radicati. E adesso è arrivato il momento di fare i conti con questa realtà, dato che per ben due volte (la prima con le primarie del 2009) i cittadini hanno preferito Massimo Borghi non a Mondei, ma al Pd, perchè due anni fa il vendoliano correva contro altri nomi: Mirto D'Onofri, Valentina Cantini e Paolo Balloni. Proprio il dissidente di Gavorrano Democratica porta a un'altra considerazione: è andato più vicino Balloni a Mondei (con 373 voti di differenza), che quest'ultima a Borghi, che ha vinto con un distacco di oltre 500 voti. «Se in questa campagna elettorale vi sono stati errori, come in effetti vi sono stati, vanno denunciati e dovranno servire come ammonimento» continua Polvani. Male anche le alleanze. Mauro Lorenzini (Fed) ha preso 78 voti mentre Andrea Martinelli (Idv) è arrivato ultimo, con 33 voti.
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