Finanza
Scrutini nel caos Valanghe di schede annullate e ritardi
Lorenzo Santorelli
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IN FILA. Davanti a un seggio Il voto disgiunto provoca contestazioni e riconteggi. I risultati finali non ci sono
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GROSSETO. Se fosse una lista elettorale, sfiorerebbe il 4 per cento, con circa 1700 voti. Stiamo parlando dell'ipotetica formazione che sotto il suo simbolo raccogliesse tutte le schede bianche, nulle o contestate. Un dato sul quale influiscono vari fattori. Dalla distrazione dentro l'urna fino alla consapevole volontà di lanciare un segnale di protesta verso lo status quo. Ma la vera particolarità di queste elezioni amministrative a Grosseto è stato il ritardo con il quale sono stati resi noti i risultati ufficiali. I primi dati, provenienti da solo due sezioni, sono stati pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno due ore e mezza dopo la chiusura dei seggi. Superata la mezzanotte, sullo stesso sito del ministero (l'unico che abbia il crisma dell'ufficialità) mancano ancora 20 sezioni su 75. Più aggiornato il sito www.bonifazisindaco.it che è stato il primo a pubblicare i dati e alla stessa ora aveva già "coperto" 67 sezioni. La spiegazione si può riassumere con la famosa massima del sociologo canadese Marshall McLuhan "il mezzo è il messaggio", poiché nel tempo in cui venivano consegnate fisicamente le liste alla Prefettura con firme e timbri in calce, i rappresentanti di lista avevano già avvertito il comitato elettorale via cellulare. Ma come si può spiegare un ritardo che ha visto Grosseto tra gli ultimi comuni a rendere noti i risultati? Le ipotesi che circolavano tra i seggi elettorali e gli addetti del Ministero dell'Interno erano le più disparate. Ovviamente al primo posto c'è il fattore umano, ovvero la distrazione di un presidente di seggio o un rappresentante di lista troppo zelante, possono ritardare le procedure di ore o portare al riconteggio dei voti. Specialmente nei casi in cui si sia verificato il cosiddetto "voto disgiunto", creando molti grattacapi per l'attribuzione delle preferenze valide magari per il sindaco ma non per il consigliere. Vige sempre il principio del "favor voti" per il quale, in sede di scrutinio, si tende a salvare il voto. Detto questo, da un punto di vista formale sono essenzialmente due gli ostacoli che potrebbero essere emersi. Il primo riguarda la rinuncia di molti presidenti di seggio che ha costretto il sindaco, tra venerdì e sabato, a nominarne altri all'ultimo momento. È possibile che questi ultimi, molti dei quali alla prima esperienza, abbiano avuto meno dimestichezza con il regolamento rendendo più farraginose le procedure. Un altro intralcio potrebbe esser stato generato dagli elettori inseriti nelle liste all'ultimo momento. Stiamo parlando di quei cittadini provenienti da altri paesi della comunità europea, degli italiani che hanno cambiato la residenza recentemente oppure di chi ha riacquisito da poco il diritto al voto a seguito di una sentenza o dell'attestazione del sindaco. Per loro era predisposta una lista a parte ma è possibile che tra i messi comunali e le sezioni scrutinatrici ci sia stato qualche intoppo nelle comunicazioni. Ma oggi avremo i dati ufficiali e definitivi? Quasi certamente sì, perché - per legge - dalla chiusura dei seggi (ore 15) possono passare al massimo 12 ore per completare lo scrutinio. Dunque entro le 3. Altrimenti, urne sigillate dalla polizia e operazioni rimandate al giorno successivo.
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