Sicurezza
AL COMITATO ELETTORALE
Nove ore di speranza tra l'altalena dei numeri e il rimpianto dell'allenza
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GROSSETO. Ci hanno creduto fino all'ultimo. Hanno cercato di scacciare lo spettro del ballottaggio per nove ore, tanto è durato lo scrutinio, fino a quando, dopo la mezzanotte, il risultato definitivo non ha lasciato speranze. Bonifazi non c'è la fa a passare alla prima, ma i suoi sostenitori non hanno staccato gli occhi un attimo dai quattro computer, i sei televisori e un maxi schermo del comitato elettorale di via Manetti, dove per tutto il giorno si sono proiettati i risultati. Bonifazi arriva alle 18.30, saluta, rilascia interviste e segue dal fondo. Il commento dei suoi è unanime: si spera di evitare il bis e si guarda da vicino, più che il risultato di Lolini, quello di Citerni e Gori. «Se eravamo insieme a quest'ora...», si fa scappare qualcuno. Qualcun'altro azzarda: «Vedrai che anche qualcuno di loro ha votato Emilio». I candidati al Consiglio presenti si contano su una mano. Ci sono però molti cittadini comuni. Tutti se la prendono con il voto disgiunto, ritenuto il responsabile della valanga di schede nulle. E c'è chi si lancia in cervellotici calcoli: «Le schede nulle sono praticamente un partito - si sente dal fondo - hanno preso più di Felicioni». Alle 20 sono ancora solo 17 i seggi scrutinati e la sala si svuota per la cena. Bonifazi torna in Comune da dove segue la fine dello spoglio. Un'ora dopo, tutto d'un tratto, il brivido: Bonifazi è dato in testa con il 51,26 per cento. Applausi e grida di gioia, ma era un aggiornamento sbagliato. Si scende a un più verosimile 44,8 per cento e tornano i musi lunghi. (f.f.)
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