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La prima al Classico è in bilico
Alfredo Faetti
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AL CLASSICO Rischia di saltare la prima liceo Tredici nuovi iscritti, il Comune: proroga alla riforma Gelmini
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MASSA MARTITTIMA. Se il latino e il greco sono lingue morte, a settembre rischia di seguire lo stesso destino anche la prima classe del liceo classico di Massa Marittima: troppo alto il numero minino di nuovi iscritti richiesto dalla riforma Gelmini rispetto agli studenti che hanno perfezionata la preiscrizione. E per questo l'amministrazione chiede una proroga. Il problema, infatti, riguarda le nuove disposizioni della riforma dell'istruzione superiore. Il criterio viene fatto sulla base dei numeri. Il limite minimo per costituire una prima classe è di 27 iscritti; a Massa Marittima ne sono previsti 10. «Ma il liceo classico ha sempre avuto una domanda debole, in media di 13 richieste» spiega l'assessore alla pubblica istruzione Franco Donati. Il perché è molto semplice. «Noi siamo un Comune montanaro, così come il resto dell'entroterra che serve l'istituto». Un bacino d'utenza che adesso rischia di rimanere sprovvisto di «un'offerta formativa che si distingue da decenni». Ma a rendere importante il classico di Massa Marittima non è soltanto la qualità dei suoi insegnamenti, ma anche la sua posizione strategica: è l'unico istituto del genere in tutta la parte nord della provincia di Grosseto. «Non ci sono altri licei simili nella zona. Se quello di Massa Marittima dovesse chiudere, gli studenti che vorranno iscriversi al primo anno di studi classici avranno come unica alternativa: Grosseto». Un disagio soprattutto se questi ragazzi provengono da paesi dell'entroterra come Montieri o Monterotondo, per cui i viaggi da pendolari andrebbero ad appesantire non poco «studi già impegnativi come quelli classici», come spiega Donati. In questo contesto, la politica massetana si muove. «Considerando anche la condizione svantaggiata della nostra zona classificata per questo come montana, - dicono sia Donati che il sindaco Lidia Bai - chiediamo con forza una deroga al requisito dei 27 alunni minimi per l'apertura del corso. Solo così si potranno tenere in conto le esigenze delle piccole comunità come la nostra». Secondo l'amministrazione, «l'erogazione di servizi fondamentali come quello dell'istruzione non deve basarsi sui soli criteri numerici. La scuola non ha perso iscritti - continuano Bai e Donati - è l'asta dei numeri richiesti per aprire un corso che è stata alzata dal ministero competente». Per discutere di questa deroga, che si basa sui valori numerici, è stato convocato per martedì 24 maggio alle 17,30 nella sala consiliare di via Parenti, un consiglio comunale aperto a tutti i cittadini, a cui saranno invitati i rappresentanti istituzionali di Provincia, Regione, Uncem e dirigenza scolastica.
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