Il dolore
Centrosinistra si divide tra i due condidati e perde, la lista di centrodestra ferma al 15%
Borghi bis a sorpresa
Alfredo Faetti
Un anno fa la caduta, gli elettori lo incoronano
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GAVORRANO. Gavorrano sceglie Massimo Borghi per la seconda volta. L'ex sindaco torna al posto che il commissariamento del Comune gli ha tolto a settembre. Brutto colpo per il Pd, che perde di otto punti rispetto al candidato di Sel dopo una campagna elettorale carica di pezzi da novanta.
Gavorrano riparte da dove aveva lasciato, ovvero da Massimo Borghi. «Ha vinto il centrosinistra» dice il neo eletto. Il suo ritorno dietro alla scrivania di primo cittadino è l'unico elemento di continuità rispetto al passato. Tante, infatti, le novità.
La più evidente è che il Pd, dalla sua recente nascita, va per la prima volta a sedersi all'opposizione. Termina così un'era iniziata con Alessandro Fabbrizzi. A poco o nulla è servita la presenza dei vari big chiamati nelle riunioni della Casa del popolo di Bagno, da Enrico Rossi a Luca Sani, fino a Massimo D'Alema. Incontri in cui sono accorse molte persone e che forse hanno fatto presagire qualcosa di buono che invece non si è concretizzato. Colpa forse dei velini intorno alla scelta del candidato e alla scissione con i Balloni boys. Certo è che la vittoria di Borghi è di quelle che lasciano il segno: otto punti di distanza tra lui e Francesca Mondei. Adesso a decidere delle sorti della vita amministrativa del paese sarà la coalizione dell'ex ma rieletto sindaco, che insieme al suo partito, Sel, vede la presenza di Verdi, Socialisti e del Comtitato cittadino Gente Comune, a cui il nuovo sindaco ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento.
Borghi torna dopo quasi dieci mesi di commissarimamento che per lui hanno rappresentato una ferita. Neanche le voci di ineleggibilità nei suoi confronti, dunque, hanno intaccato la fiducia che i gavorranesi hanno nei suoi confronti.
Su questo caso vedremo nelle prossime settimane l'evolversi dei fatti, anche se tutti e tre i candidati sconfitti hanno detto di non voler impugnare i risultati. Insomma, nessuno, al momento, vuole fare ricorso.
La maggioranza manda in consiglio Mauro Giusti, Alessio Murzi, Nicola Menale, Gabriele Barbi, Andrea Biondi, Stefano Roghi, Elisabetta Iacomelli e Antonio Melillo.
Dietro ai primi c'è due Paolo Balloni, felice di quanto detto dalle urne. Il suo movimento, nato da pochi mesi dopo i veleni che lo hanno diviso dal Pd, ha ottenuto oltre il 20% dei consensi e come il candidato fa notare: «se il partito non avesse scelto certi percorsi forse saremmo noi a festeggiare adesso». Insieme a lui anche Jurij Di Massa entra in consiglio comunale all'opposizione. Il centrodestra, dopo essere stato nella precedente amministrazione il secondo partito dopo la coalizione di centrodestra, arriva quarto e conquista una poltrona per un pelo.
Di Massa attribuisce questo risultato alla tradizione rossa di Gavorrano, ma forse anche al suo essere poco conosciuto nel paese ha influito. «Avremmo dovuto farci conoscere di più», ammette lui stesso.
Gavorrano riparte da dove aveva lasciato, ovvero da Massimo Borghi. «Ha vinto il centrosinistra» dice il neo eletto. Il suo ritorno dietro alla scrivania di primo cittadino è l'unico elemento di continuità rispetto al passato. Tante, infatti, le novità.
La più evidente è che il Pd, dalla sua recente nascita, va per la prima volta a sedersi all'opposizione. Termina così un'era iniziata con Alessandro Fabbrizzi. A poco o nulla è servita la presenza dei vari big chiamati nelle riunioni della Casa del popolo di Bagno, da Enrico Rossi a Luca Sani, fino a Massimo D'Alema. Incontri in cui sono accorse molte persone e che forse hanno fatto presagire qualcosa di buono che invece non si è concretizzato. Colpa forse dei velini intorno alla scelta del candidato e alla scissione con i Balloni boys. Certo è che la vittoria di Borghi è di quelle che lasciano il segno: otto punti di distanza tra lui e Francesca Mondei. Adesso a decidere delle sorti della vita amministrativa del paese sarà la coalizione dell'ex ma rieletto sindaco, che insieme al suo partito, Sel, vede la presenza di Verdi, Socialisti e del Comtitato cittadino Gente Comune, a cui il nuovo sindaco ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento.
Borghi torna dopo quasi dieci mesi di commissarimamento che per lui hanno rappresentato una ferita. Neanche le voci di ineleggibilità nei suoi confronti, dunque, hanno intaccato la fiducia che i gavorranesi hanno nei suoi confronti.
Su questo caso vedremo nelle prossime settimane l'evolversi dei fatti, anche se tutti e tre i candidati sconfitti hanno detto di non voler impugnare i risultati. Insomma, nessuno, al momento, vuole fare ricorso.
La maggioranza manda in consiglio Mauro Giusti, Alessio Murzi, Nicola Menale, Gabriele Barbi, Andrea Biondi, Stefano Roghi, Elisabetta Iacomelli e Antonio Melillo.
Dietro ai primi c'è due Paolo Balloni, felice di quanto detto dalle urne. Il suo movimento, nato da pochi mesi dopo i veleni che lo hanno diviso dal Pd, ha ottenuto oltre il 20% dei consensi e come il candidato fa notare: «se il partito non avesse scelto certi percorsi forse saremmo noi a festeggiare adesso». Insieme a lui anche Jurij Di Massa entra in consiglio comunale all'opposizione. Il centrodestra, dopo essere stato nella precedente amministrazione il secondo partito dopo la coalizione di centrodestra, arriva quarto e conquista una poltrona per un pelo.
Di Massa attribuisce questo risultato alla tradizione rossa di Gavorrano, ma forse anche al suo essere poco conosciuto nel paese ha influito. «Avremmo dovuto farci conoscere di più», ammette lui stesso.
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