Sicurezza
Monte Argentario. La coppia si era lasciata da qualche mese, adesso il gip ha imposto alluomo il divieto di avvicinarsi
Arrestato: perseguitava la ex convivente
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STALKER. Arrestato dai carabinieri Minacce con una scacciacani. Il culmine davanti alla scuola frequentata dai figli
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PORTO S.STEFANO. La storia era finita dopo dieci anni di convivenza. Finita per lei, non per lui. Che aveva iniziato a tempestarla di telefonate. E che l'altro giorno, venerdì mattina, si era presentato davanti alla scuola dove vanno i loro figli per un chiarimento con lei. Quando la discussione era degenerata, erano stati chiamati i carabinieri. E lui era finito in manette. Anche perché lui, in precedenza, avrebbe manifestato l'intenzione di regolare i conti. Avrebbe detto «l'ammazzo» e che «voleva fare una strage» a un conoscente che aveva intravisto un'arma infilata nella cintura dei pantaloni. Un'arma che - ma è stato chiarito solo in seguito - si è rivelata essere una semplice scacciacani. All'uomo non è stato comunque contestato il porto dell'arma. L'arresto per il reato di stalking (612 bis del codice penale) è stato convalidato ieri mattina dal giudice Marco Mezzaluna che ha comunque inflitto all'uomo - un camionista di 51 anni - la più blanda delle misure: il divieto di avvicinamento. L'uomo, assistito dall'avvocato Roberto Cerboni, dovrà rimanere ad almeno 100 metri dai luoghi normalmente frequentati dalla sua ex convivente - una donna di 36 anni di nazionalità russa - e non potrà comunicare in alcun modo con la parte offesa. L'indagato è stato ammonito a non violare nemmeno una di queste disposizioni, suggerite dalla stessa difesa al termine dell'udienza di convalida chiesta dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro: in caso, contrario la misura cautelare non potrà che essere più grave. Nel corso dell'interrogatorio, che si è svolto ieri mattina nel carcere di via Saffi, l'uomo ha detto di aver capito di aver esagerato, ha detto che non era sua intenzione creare una situazione di conflitto così esasperata, ha ammesso che in passato gli screzi c'erano stati ed erano andati sopra le righe; e il giudice ha valutato positivamente il pentimento. Verosimilmente, non devono essere state estranee a questo ragionamento le tre notti passate in carcere. L'arresto è avvenuto davanti alla scuola elementare di Monte Argentario, frequentata dai due bambini avuti dalla coppia. Qui l'uomo aveva raggiunto la donna. E aveva iniziato a parlare. L'argomento, da qualche tempo a questa parte, era sempre il solito: lui voleva che lei tornasse. Dopo dieci anni di convivenza - nel corso dei quali erano appunti nati i due bambini - l'uomo non riusciva a rassegnarsi alla fine della loro storia. Una fine avvenuta qualche mese fa. «Per questo motivo - ha detto ancora l'indagato - ho continuato a telefonare a lei, anche per informarmi dei figli: volevo sapere come stavano, cosa facevano, come andavano a scuola». Telefonate e atti qualificati come stalking andati avanti fino all'altro giorno, con la discussione che era degenerata fino a indurre la donna a rifugiarsi nella scuola: da lì erano stati chiamati i carabinieri. Quando la donna ha messo tutto nero su bianco, ha chiarito che da un anno lei si era trasferita a Orbetello con i bimbi. Che i rapporti erano tesi, talvolta, anche nel periodo della convivenza. Che lui era particolarmente geloso e che questo era il motivo prevalente dei contrasti. Che lui non voleva che lei lavorasse, anche per tali motivi di gelosia. P.S.
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