Il Tirreno

Grosseto

Niente lampade ai minori divisi i centri estetici «Poche non fanno male»

Lorenzo Santorelli
<b>SOLARIUM. </b>Il decreto vieta le lampade abbronzanti per i minori e le donne incinte
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SOLARIUM. Il decreto vieta le lampade abbronzanti per i minori e le donne incinte

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 GROSSETO. I minori di diciotto anni e le donne incinte non potranno più abbronzarsi con le lampade a raggi uva ed i solarium. Insieme a loro, troveranno le porte dei centri estetici sbarrate anche quei soggetti con particolari patologie.  A stabilirlo è stato un decreto interministriale tra il Ministero della Salute e quello dello Sviluppo economico che determina caratteristiche e cautele circa l'utilizzo di apparecchi elettromeccanici per uso estetico.  Un decreto che dai centri estetici grossetani è stato accolto con vari distinguo. «Se una donna incinta viene autorizzata dal suo ginecologo - controbatte Rachele Greco del centro "Il dono di Afrodyte" - non vedo perché vietarglielo, così come mi sembra un'ipocrisia vietarlo ai 17enni e poi consentirlo ai 18enni, cosa cambia per la pelle? E' vero che la maggior parte viene da noi per motivi estetici, però ci sono alcune malattie come la psoriasi che possono essere curate solo con le lampade (anche se il decreto esclude i casi in cui la lampada è curativa, se prescritta con ricetta del medico, ndc)».  Più sfumato il commento di Sabrina Bianchi, titolare de "Il regno di Cleopatra". «Il sole fa anche più male a causa del buco dell'ozono, eppure nessuno si sognerebbe di vietare alle persone di andare al mare. Tutto ha una giusta dose e le persone che fanno un uso spropositato delle lampade possono essere indifferentemente sia maggiorenni sia minorenni. Per quanto riguarda le donne incinta sono d'accordo sul divieto, in ogni caso dobbiamo essere noi estetisti a rendere i clienti consapevoli dei pro e dei contro delle sedute con le lampade».  Bianchi spiega come opera il suo centro nei confronti di un cliente alla prima seduta abbronzante.  «Innanzitutto vanno usate lampade a bassa pressione per evitare scottature ed eritemi. Un ciclo con sedute ogni due giorni parte con una prima esposizione di cinque minuti per poi arrivare gradualmente a dieci. Io sconsiglio di utilizzarle d'estate quando la melanina è già stimolata dal sole, mentre d'inverno per mantenere un'abbronzatura misurata bastano un paio di lampade al mese».  Secondo Francesca Sonnati del centro "La beautè" «è ingiusto il divieto per i minorenni perché è una questione di pelle e non di età. Noi di solito facciamo sedute dai 6 ai 10 minuti a bassa pressione. Il programma di un anno presuppone quattro cicli da massimo dieci sedute ognuno, in modo da permettere una pausa alla pelle tra un ciclo e l'altro. In una settimana non andrebbero fatte più di tre sedute».  Tra gli estetisti c'è anche chi accoglie favorevolmente il decreto in toto.  «E' giustissimo, noi già ci comportavamo in questo modo - dice Ilaria Caccialupi del centro "Sun City" - alle donne incinte faccio fare al massimo una lampada parziale (dal busto alla faccia) e comunque la sconsiglio. I minorenni se non erano accompagnati dai genitori qui non entravano anche prima del decreto».  Per un'abbronzatura senza controindicazioni il Sun City prevede «inizialmente una seduta ogni due giorni, successivamente due volte a settimana per poi passare ad una quando ormai il colore è acquisito. Durante l'inverno suggerisco invece solo lampade facciali dai 10 ai 14 minuti. L'importante è che la pressione sia bassa per stimolare la melanina in maniera graduale, favorendo un'abbronzatura più lenta ma senza bruciature».  «Stiamo parlando sempre di scariche elettromagnetiche - le fa eco Concetta Berardi del centro omonimo - che sicuramente non fanno bene ad una donna in stato interessante. Per quanto riguarda i minorenni più che per l'aspetto della salute ne faccio un discorso di consapevolezza da parte dei loro genitori. In ogni caso consiglierei massimo quindici lampade in un anno, il nostro centro non è improntato sui solarium e in alcuni momenti ho pensato anche di toglierlo».

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