Il Tirreno

Grosseto

Biglietterie chiuse per... pausa

Lorenzo Santorelli
Biglietterie chiuse per... pausa

Due interruzioni del servizio per 15 minuti. E se si perde il treno è lo stesso

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 GROSSETO. Se dovete partire dalla stazione di Grosseto tenete bene a mente due orari: 10.30 e 17.37. Ricordateli perché da quel momento, spaccato il minuto, le biglietterie chiudono inderogabilmente per un quarto d'ora.  Non importa se avete il treno in partenza o se siete nati nei primi anni del secolo e non avete manualità con il touchscreen, l'unica alternativa a vostra disposizione sono le biglietterie automatiche. A causare il disagio non sono dipendenti fannulloni perché la pausa è compresa nel contratto e, ad onor del vero, in altre stazioni come ad esempio quelle di Roma Termini, Firenze Santa Maria Novella o Bologna centrale, le pause durano 20 o 30 minuti e in alcuni casi è prevista anche una terza sosta. La peculiarità che contraddistingue in negativo la stazione grossetana è che queste pause, soprattutto quella pomeridiana, vengono effettuate anche quando è aperto un solo sportello. In un turno di 7 ore e 12 minuti rifiatare un quarto d'ora non è un misfatto. La questione sorge nel momento in cui per la carenza di personale non si riesce a garantire un servizio pubblico che dovrebbe tutelare un altro diritto, quello dei cittadini alla mobilità. Le due macchinette, una delle quali fruibile solo pagando con carta di credito, non sempre riescono a surrogare i dipendenti in carne ed ossa. E' facile immaginare che di fronte ad una fila di viaggiatori inferociti, a farne le spese a suon di improperi è l'ultimo anello della catena, il bigliettaio. Ieri mattina è dovuta intervenire persino la polfer per sedare un accenno di rissa. «Dovrei fare un biglietto per Perugia con il cambio a Firenze - dice Dino alle 17.41 - e sono costretto a "studiarmi" le coincidenze da solo alla macchinetta. È un pessimo servizio». Nel quarto d'ora di pausa dalle 17.37 alle 17.52 si avvicinano alla biglietteria tredici persone. Carmelo ha il treno per Pisa tra un'ora e aspetta la riapertura, altri come Giuseppe e Laura volevano avere informazioni sui treni per Napoli e vanno via. «Torniamo domani, sperando di trovare aperto». A complicare le cose c'è anche la segnaletica. Il cartello che segnala la "sospensione delle attività" è affisso sul vetro dello sportello ed è visibile solo da breve distanza. Inoltre l'altro cartello che, all'altezza della linea tratteggiata a terra, dovrebbe garantire la privacy segnalando di "aspettare qui il proprio turno" è sparito da tempo. Così nei momenti di maggiore affluenza capita spesso che i clienti si accalchino a ridosso della biglietteria. A monte di questi piccoli disagi, che però sommati complicano la vita soprattutto delle persone anziane o con particolari esigenze, ci sarebbe un organico che a furia di decurtazioni non sempre riesce ad offrire un servizio ottimale. Basti pensare che gli addetti allo sportello in totale sono cinque ma, considerando i tre turni della mattina, del pomeriggio e quello spezzato a "supporto" degli altri due, contemporaneamente non lavorerebbero mai più di due persone e spesso una sola. Un'assenza improvvisa per malattia potrebbe comportare la chiusura dello sportello per tutto il turno.

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