Sicurezza
Scontro fra Barzanti e Luzzetti
L'antiquario replica alle accuse: «Il Comune non avrà spese»
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GROSSETO. «Non vorremmo chiamare Dan Brown studioso delle opere di Leonardo da Vinci per scoprire che la donazione Luzzetti, invece di arricchire culturalmente Grosseto, rischia di indebitare le casse comunali». Polemizzava così, giorni fa, Marco Barzanti (Comunisti italiani) sulla collezione di opere dell'antiquario destinate post mortem al capoluogo, ma che «potrebbero non arrivare mai a Grosseto visti i costi altissimi». Costi enormi senza alcuna certezza che poi la collezioni arrivi davvero, insomma, secondo Barzanti che critica l'operazione culturale dell'attuale sindaco scomodando un "illustre" (?) studioso di storia dell'arte: l'autore del Codice da Vinci. Ma da Firenze Gianfranco Luzzetti risponde di non aver gradito né la sostanza né la "tempistica" elettorale di quelle parole, apostrofando il segretario come "ignorante" proprio sulla citazione forbita messa in campo. «Mi rattrista vedere che gli sforzi del Comune e il mio disinteressato impegno personale siano ancora oggetto di polemica da parte di chi non si sa bene se si muova per malafede o ignoranza, ma propenderei per la seconda ipotesi - ironizza Luzzetti - visto che cita Dan Brown come esperto di Leonardo, che è come dire che Tomasi di Lampedusa (autore del "Gattopardo", ndc) è esperto di felini..». Il collezionista spiega d'avere letto «con sorpresa e rammarico le parole del segretario. Capisco la necessità, anche se non la condivido, di strumentalizzare in campagna elettorale qualsiasi argomento che possa dar visibilità ai candidati politici, ma penso anche che la ricerca di visibilità dovrebbe coincidere con la volontà di comunicare onestà e credibilità. E Barzanti, quando insinua il dubbio sulla correttezza dell'operazione culturale svolta dal Comune insieme a me, non appare credibile. Non era Barzanti in giunta quando nel 2007 sono stati approvati gli impegni contrattuali ed economici che regolavano le mostre curate da me al museo? Non erano a sua disposizione, come lo sono ancora per chiunque, i bilanci economici di quelle iniziative?». L'antiquario spiega di non aver ricevuto un euro da questa attività, anzi di averci rimesso del suo. Sua la donazione di un prezioso quadro di Santi di Tito, sua la richiesta ai parenti Cecilia e Mario Luzzetti di donare i progetti di ristrutturazione sulle Clarisse, mentre «l'unico onere del Comune sarà quello di attrezzare con supporti espositivi un edificio già ristrutturato e organizzare mostre annuali. Mi sono addirittura impegnato, se le banche non rinnoveranno i loro contributi, a fornire di tasca mia le risorse». (el.g.)
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