Il Tirreno

Grosseto

Maxi risarcimento, il Comune paga

Francesca Gori
<b>AVVOCATO.</b> Luca Montemaggi
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AVVOCATO. Luca Montemaggi

La corte d'Appello respinge la richiesta di sospensiva dell'ente

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 GROSSETO. L'assegno da un milione e 121mila euro che il Comune dovrà staccare deve essere depositato sul conto corrente di Roberto Mencattini entro giugno. Lo ha deciso la corte d'Appello di Firenze che ha rigettato l'istanza di sospensione presentata dall'amministrazione. I giudici fiorentini hanno così deciso, ma di quei soldi, per ora, Mencattini non ha visto nemmeno un euro. Un milione e passa che l'artigiano rimasto paralizzato dopo essere finito con la moto contro un muretto che non doveva essere su un'aiuola a Roselle, ha ottenuto come risarcimento danni. Soldi che non serviranno mai a trasformare in qualcos'altro la tragedia di perdere l'utilizzo di tutto quello che sta dalla cintura in giù.  Nell'aprile del 2003, Roberto Mencattini aveva 34 anni ed era in sella alla sua Kawasaki prondo per imboccare il rondò di Roselle. Da via Senese deve imboccare l'Aurelia, in direzione Livorno. La strada è sporca, ci sono detriti, brecciolino e pezzi di graniglia. Per non scivolare via sul rondò, il centauro decelera e tira dritto su un'aiuola. Doveva trovare l'erba, invece trova un muretto che lo sbalza dalla sella della moto, lo butta a terra. E la potente Kawasaki gli finisce addosso.  Sono passati sette anni da quando è stata intentata la causa al Comune. Ad occuparsene l'avvocato Luca Montemaggi, che ha firmato la diffida arrivata in Comune a fine gennaio. Un atto di precetto perché quei soldi fossero liquidati. «Ancora però - dice - non è arrivato niente e non ci è stato comunicato quando il comune pagherà. Deve farlo entro gigno, così è stato stabilito da una sentenza e confermato anche dalla corte d'Appello». La battaglia, legale e non solo, comunque non è ancora finita. L'assicurazione del Comune, la compagnia Liguria, dovrà liquidare quel milione e passa di euro a copertura dell'80% di responsabilità per quell'incidente. Una responsabilità che per il perito dell'assicurazione, in un primo momento, valeva solo cinquantamila euro. Oltre allo scaricabarile sull'Anas e sulla Provincia per stabilire di chi fosse la competenza su quel tratto di strada. Il Comune, alla fine, è stato condannato e dovrà pagare. La richiesta di sospensiva è stata respinta.  «Ora presenteremo un appello incidentale - spiega l'avvocato Montemaggi - per chiedere la condanna del Comune per lite temeraria». Tradotto, una condanna perché l'amministrazione ha scaricato il barile sugli altri enti quando sapeva, forse fin dall'inizio, che la competenza su quella strada era sua. E che quel muretto nascosto in un'aiuola non avrebbe dovuto esserci.

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