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Grosseto

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 L'APPELLO DI FELICIONI. Questo l'appello al voto del candidato a sindaco Massimo Felicioni: «La politica attuale, per strategie di potere, confonde e calpesta le ideologie; non è più la forza delle idee e delle appartenenze a guidare l'azione, ma è solo il calcolo delle convenienze individuali. Per questo motivo lontano dal poter condividere queste logiche utilitaristiche e interessate e a tutela di quei valori con i quali sono cresciuto ho deciso da uomo libero e onesto, di candidarmi come sindaco a capo della lista civica Grosseto Oggi composta da cittadini grossetani e non da uomini di partito. Mi sono messo in discussione con tante difficoltà, le difficoltà di persona comune che fatica per poter regolarmente pagare le tasse e vivere una vita serena, di padre di famiglia che vuole essere di esempio per i propri figli che, come i vostri, saranno il nostro futuro, di figlio di coloro che sino ad oggi con tanto amore ci hanno aiutato ad arrivare fino a qua. Con questi ideali e con un piccolo grande sogno mi rivolgo pertanto a voi elettori. Votate Grosseto Oggi e dimostrate a voi stessi ed ai figli che è possibile scegliere di cambiare e contribuire così ad una Grosseto più vivibile, più pulita e sicura, apprezzata dai nostri ragazzi, eccellenza in una nuova era economica basata sulla green economy». UN VOTO PER L'UDC. Questo l'appello al voto dell'Udc: «Votare l'Udc significa dare fiducia ad una lista che ha tanti giovani, tanti volti nuovi ed ha effettuato un vero e proprio rinnovamento. Ma votare Udc significa soprattutto riportare i valori veri al centro dell'attività politica: la solidarietà, il rispetto degli altri, l'uomo come riferimento costante della nostra azione amministrativa. Dare fiducia all'Udc con il proprio voto significherà lavorare per obiettivi fondamentali per la città di Grosseto: il rilancio delle attività produttive e l'aiuto alle piccole e medie imprese che sono il tessuto portante dell'economia del Comune; la ripresa dell'economia per ridare speranze ai giovani con nuove opportunità di lavoro; investire sul turismo attraverso il potenziamento del settore. Abbiamo una realtà naturale splendida e ricca di grandi risorse come il sole, il mare, la pineta, la collina. Occorre rilanciare e riuscire a potenziare e far crescere le attività turistiche, per migliorare l'accoglienza: crediamo in un miglioramento e nella opportuna ristrutturazione delle strutture alberghiere, nella realizzazione di centri congressi per ospitare eventi tutto l'anno». CITERNI: «SOSTENETE SEL». «Votare per Sel - dice Cristina Citerni - è un voto che vale doppio, si vota per un partito limpidamente di sinistra e soprattutto per un partito che vuole rifondare un nuovo centrosinistra, un centrosinistra che si fondi sulla condivisione di progetti e non, come avvenuto a Grosseto, su accordi di potere e di palazzo». Cristina ha voluto ringraziare tutti coloro che l'hanno accompagnata in questa bella avventura «il confronto e il contatto con la gente sono i momenti che ricorderò con più piacere di tutta la mia campagna elettorale. Non ci siamo voluti rassegnare all'idea che Grosseto dovesse scegliere tra un candidato di centro-destra e uno di centro-centro, abbiamo con coerenza fatto una scelta coraggiosa che comunque vada ha già cambiato il corso della storia politica grossetana restituendo centralità al ruolo della sinistra». UN VERO ASSESSORE ALLA CULTURA. Pubblichiamo la lettera-appello di Stefano Adami, grossetano, professore all'università di Chicago: «Grosseto è ormai una città di ottantamila abitanti, che può immaginare di toccare in futuro lo scalino dei 100.000, e che può già adesso giocare un ruolo di peso relativo non solo nelle dinamiche regionali, ma anche in quelle che vanno oltre i confini toscani. Ora, nella nostra città - credo che sia difficile per ogni osservatore negarlo - l'assessorato alla cultura è stato - per dirla con un eufemismo - molto raramente considerato un assessorato strategico. In genere è stato trattato come l'ultimo degli assessorati, mera casella da riempire secondo accordi politici, e quindi affidato anche ad assessori ed assessrici di cui oggi si ricordano (e si ricorderanno) più che altro le iniziative a singhiozzo, i capricci, le alzate, gli improvvisi, satrapici desideri. I risultati di questi fantasiosi percorsi sono sul tavolo, è inutile adesso farne l'anatomia. Chiederei quindi al nuovo sindaco di interrompere in modo chiaro e distinto questa tradizione. Gli chiederei, finalmente, invece, di considerare l'assessorato alla cultura un assessorato chiave nello sviluppo economico e sociale di una comunità. Lo pregherei dunque di affidare finalmente tale assessorato ad una figura di spessore ed esperienza, non solo locale, che sia davvero competente delle questioni di cui andrà ad occuparsi in modo equanime, all'altezza di quelle, e capace di avere una visione originale, organica e di lungo respiro. Troppe questioni infatti si trascinano e languono ormai da tempo sul tappeto - dalla permanenza dell'università a Grosseto, al ripensamento e al profondo rilancio di una soggettività culturale viva e reale della città e del territorio, all'avvio di una vera rete di sistemi di economia della cultura, per citarne solo alcune. Questioni che hanno bisogno di essere affrontate iuxta propria principia, e non secondo le tradizionali logiche di affido».

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