Il Tirreno

Grosseto

Aperto un fascicolo contro ignoti, indagini cominciate lo scorso settembre

Comune nel mirino della Procura

Francesca Ferri
<strong>BUFERA.</strong> Sul Comune
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BUFERA. Sul Comune

Spulciate le autorizzazioni rilasciate a due locali del centro

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ORBETELLO. Il Comune di Orbetello è nel mirino della Procura della repubblica. La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno alla vigilia del voto per le elezioni amministrative che daranno al paese una nuova giunta e rischia di scatenare un putiferio in laguna. Secondo le ipotesi degli inquirenti, alcuni dirigenti del Municipio avrebbero rilasciato autorizzazioni ad occupare il suolo pubblico a due locali, Mamalo e Barakà, già al centro della cosiddetta "guerra dei rumori" e, in un caso, non avrebbero sospeso l'attività di pubblico esercizio che doveva servire a tutelare la quiete pubblica. In questo modo avrebbero agito ignorando i problemi legati al disturbo del riposo sollevati dagli abitanti. O almeno questa è l'ipotesi.  Proprio da uno degli esposti dei residenti, presentato in Procura nel gennaio 2010, è partito il nuovo filone d'indagine che ha fatto irruzione negli uffici comunali. Oltre a verificare che Mamalo e Barakà abbiano le carte in regola, l'obiettivo degli inquirenti è accertare che anche chi quelle carte le ha scritte - cioè i dirigenti comunali di diversi settori - abbia agito secondo la legge. I sospetti porterebbero in un'altra direzione e le indagini, all'inizio affidate alla Municipale, avrebbero già fatto affiorare le prime incongruenze nel rilascio delle autorizzazioni.  Autorizzazioni che sono inevitabilmente legate a un requisito: l'attività dei locali non deve disturbare la quiete del vicinato. Per questo, nell'ultimo anno, la "guerra dei rumori" ha dato un gran daffare a tecnici, periti e avvocati in laguna. I residenti danno la colpa ai clienti in strada e si sono attrezzati per provare le loro ragioni. I gestori, dal canto loro, con proprie perizie hanno cercato di dimostrare che i rumori sono per così dire "fisiologici", derivati dalle normali attività che si svolgono nelle vie del paese. Anche l'Arpat ha misurato l'intensità dei rumori stabilendo non solo che sono superiori ai limiti di legge, ma anche che derivano proprio dal chiacchiericcio dei clienti che si attardano davanti al locale.  Quando un Comune rilascia un'autorizzazione a svolgere attività di pubblico esercizio deve tener conto di tutti questi aspetti e avere la certezza che il locale non faccia troppo chiasso. Anche mettere sedie e tavoli in strada, oltre a non intralciare il passaggio, deve garantire che i clienti non disturbino poi chi abita nelle vicinanze.  Nel controllo e rilascio delle autorizzazioni da parte del Comune per queste attività qualcosa sembra non sia chiaro, o almeno questo è il dubbio che cercano di sciogliere gli inquirenti. Per questo lo scorso settembre la Procura di Grosseto ha aperto un fascicolo sul caso contro ignoti. Alcuni dirigenti sarebbero già stati sentiti come persone informate sui fatti ma, non sono stati emessi avvisi di garanzia. Del resto, ancora l'ipotesi di reato formalmente non c'è ma potrebbe trattarsi di presunte "omissioni d'atti d'ufficio".  Che la questione sia delicatissima lo dice un fatto su tutti: le indagini, all'inizio condotte dalla polizia municipale, oggi sono svolte dalla polizia di Stato, un organo non presente nel Comune.  Da semplice "comparsa" nella cosiddetta "guerra dei rumori", dunque, il Comune di Orbetello balza alla ribalta come uno dei nuovi protagonisti. In un copione il cui finale potrebbe riservare amare sorprese.

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