Il Tirreno

Grosseto

Beppe Grillo fa sul serio «Con due-tre consiglieri si può fare la differenza»

Matteo Baccellini    Sara Landi
<b>PIAZZA GREMITA. </b>Per Beppe Grillo
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PIAZZA GREMITA. Per Beppe Grillo

Show del comico-leader del Movimento 5 Stelle a Grosseto «Basta coi partiti che decidono tutto prima delle elezioni»

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 GROSSETO. La «piccola rivoluzione» di Beppe Grillo ha smosso la folla di piazza San Francesco. A Grosseto per sostenere i 22 candidati del suo Movimento 5 Stelle, Grillo ha urlato la sua rabbia, tra battute velenose e sferzate alla classe politica. «Hanno già deciso assessori e consiglieri prima di andare al voto».  Uno show di quasi un'ora, con la gente appollaiata anche sulle finestre («buttati giù», ha scherzato con una signora) per ascoltare un Grillo sempre meno comico e sempre più leader del movimento che in città appoggia Giacomo Gori per la poltrona di sindaco.  «Non diventerà mai primo cittadino, con i pochi soldi che abbiamo ma è un primo passo. Credete in noi e in questi giovani. Basta che ne entrino due-tre in consiglio per cambiare le cose anche a Grosseto - ha esordito Grillo - Se non ci mettiamo il coraggio e rischiamo ognuno qualcosa del proprio, non cambierà nulla in questo paese. I partiti, a Roma e in provincia ti fanno sapere sempre dopo che c'è una discarica o che il bilancio è cambiato e non ci si può fare nulla. Potevamo fare il referendum sul nucleare, l'hanno spostato apposta perché la gente lo dimentichi. E puntano solo ai rimborsi elettorali, ne avessi visto uno del Pdl o del Pd meno L (come lo chiama lui, riferimento alle analogie di partiti diversi) darli a un cassintegrato o alla ricerca».  Nel suo comizio Grillo ha contestato l'informazione e i sondaggi. «Per loro neanche esistiamo, siamo considerati sotto la voce gli altri. Gli altri chi? Di sicuro rispetto ai partiti tradizionali. Però che quattro anni fa col Vaffanculo Day abbiamo raccolto 350mila firme, che poi sono sparite, per far uscire i condannati dal Parlamento o mandare a casa chi ha fatto almeno tre legislature...»  E soprattutto un anno fa il Movimento 5 Stelle, con pochi mesi di campagna elettorale, «e pochissimi soldi a disposizione ha ottenuto 500mila voti alle regionali - ha ricordato il comico genovese - In Piemonte e in Emilia abbiamo eletto quattro giovani consiglieri e per prima cosa ci hanno offerto subito 1 milione e 600 mila euro di rimborsi elettorali. Bene, noi li abbiamo rifiutati, e ci avrebbero fatto comodo. Anzi, i nostri consiglieri si sono subito attirati le antipatie degli altri, decurtandosi lo stipendio dell'80%».  La rabbia di Grillo non ha risparmiato i giovani. «In tutto il mondo le rivoluzioni partono dai ventenni, guardate in Libia, Tunisia, i Etiopia. In rete condividiamo tanti progetti, è l'ora di crescere. Tutti insieme».  

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