Finanza
«Il cinipide sta uccidendo la castagna»
I produttori chiedono interventi: entro tre anni rischiamo il collasso
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ARCIDOSSO. Una sala consiliare piena zeppa di castanicoltori, martedì sera, alle 21, ad Arcidosso a parlare di cinipide, di castagni ormai nelle mani dell'insetto cinese, dei lanci dell'antagonista, dell'eventualità di chiedere sostegno economico per le perdite che vi saranno e come estrema ratio anche lo stato di crisi se non anche di calamità naturale. Hanno ribadito la serietà della situazione che rischia di collassare entro 3-4 anni, assessore provinciale Rossi, presidente della Comunità Montana Ulivieri, sindaco di Arcidosso Landi, presidente dell'associazione della castagna Igp Fazzi. Castanicoltori preoccupatissimi, anche perchè, al momento, a parte il preallevamento dell'antagonista del Cinipide, il Torymus, niente, proprio niente può essere messo in piedi e fatto di più. Vietatissimi e inutili, anzi dannosi, gli interventi chimici, sconsigliate le potature a raso, mentre sono opportune quelle degli avamposti dei focolai per rallentare, se possibile, la diffusione del cinipide. Fazzi ha rammentato che la Regione ha investito 150.000 euro per contrastare la malattia, e che l'Associazione Castagna Igp in 3-4 anni, per le potature ha speso, a suo carico, 13.600 euro. Soldi sonanti, che servono per una emergenza che comunque è impossibile, per altri 7-8 anni modificare con un'inversione di tendenza. L'antagonista ha bisogno di tempo per riprodursi e di 4 anni per dare risultati apprezzabili. Nel frattempo i castagneti potrebbero subire perdite di raccolto anche dell'85%. E si azzererebbero i 4-5 milioni di euro che arrivano al territorio dall'attività castanicola. E a fronte di tutto questo disastro annunciato, sia economico che ambientale, il rischio è l'abbandono dei castagneti. Ed è proprio questo che va evitato, hanno detto tutti gli oratori, da cui sono arrivate alcune nuove notizie. Intanto l'ipotesi di chiedere un sostegno economico per il settore, poi fare presente la situazione con un'interrogazione parlamentare e sottoporre il problema alla Commissione nazionale Agricoltura. Ma, soprattutto, diffondere l'antagonista del cinipide, unico sistema di soluzione e di salvataggio di un patrimonio oggi accudito da 2500 castanicoltori, solo 500 dei quali sono associati del sodalizio Castagna Igp. Invito, dunque, ad associarsi sia per racimolare qualche soldo in più che serve in questa situazione di emergenza, sia per pesare di più ai tavoli istituzionali. Infine il presidente Lorenzo Fazzi, ricordando che questo è il primo anno di lotta vera al cinipide (lanci dell'antagonista sono stati effettuati a Tepolini, a Sorano e a Monticello), e informando che la diffusione dell'infestazione sarà in crescendo per altri 3 anni, ha invitato i castanicoltori a un monitoraggio preciso dei castagneti. «Entro 20 giorni, ha detto, comunicateci per iscritto i castagneti infestati, affinchè noi possiamo avere un quadro preciso della situazione e capire l'entità della crisi, le perdite eventuali che rischiamo e tutte le iniziative che possiamo prendere prima che il Torymus cominci ad avere i suoi effetti benefici». F.B.
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