Il dolore
Dai mutui segnali inquietanti
Francesca Ferri
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PRESTITI in calo per lacquisto di case in provincia di Grosseto In calo i prestiti per l'acquisto di alloggi
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GROSSETO. Mercato dei mutui in calo a Grosseto negli ultimi tre mesi del 2010. Lo calcola l'Ufficio studi Tecnocasa, sezione Kìron, su dati della Banca d'Italia. Tra ottobre e dicembre dello scorso anno i grossetani hanno acceso circa il 6 per cento in meno di mutui rispetto allo stesso periodo del 2009, registrando per la prima volta da gennaio il segno negativo. L'andamento da gennaio 2009, infatti, è passato dal più 35 per cento del primo trimestre (oltre 60 milioni di euro di mutui erogati), al più 27 per cento dei tre mesi successivi (quasi 80 milioni), quindi al 2 per cento tra luglio e settembre (50 milioni) fino al tonfo del meno 5,94 dell'ultima parte dell'anno, nella quale le banche grossetane hanno concesso prestiti per circa 58 milioni di euro. È solo grazie al boom di mutui del primo semestre, dunque, se il saldo del 2010 è positivo con il 14 per cento in più di mutui accesi rispetto al 2009. Rispetto alle altre provincie toscane la flessione grossetana lascia meno "traumi". La media regionale è, infatti, del meno 10,9 per cento, con 126 milioni di euro in meno dati in prestito dalle banche. Un dato in controtendenza rispetto alla media delle regioni centrali dove i mutui sono aumentati dell'1,16. La Toscana è seconda solo alla Lombardia (-12%) per calo dei mutui erogati nell'ultimo trimestre del 2010 anche se, nonostante questa contrazione, il buon andamento del primo semestre dell'anno, con mutui schizzati al più 13,82 per cento, colloca la Toscana al primo posto in Italia per erogazioni nel trimestre. Detto in cifre, l'anno scorso in Toscana le banche hanno accordato mutui per 4 miliardi e 433 milioni di euro, dei quali un miliardo e 31 milioni proprio nell'ultimo trimestre "nero". Nel 2009 la cifra era poco meno di 3 miliardi e 900 milioni. Nel 2010 l'importo medio del mutuo è stato di circa 138.600 euro, poco meno rispetto al periodo precedente (139mila euro) ma superiore rispetto alla media nazionale (124.700 euro) tanto che l'importo medio dei mutui toscani è il più alto d'Italia. Tornando all'andamento dell'ultimo trimestre 2010, in Toscana le erogazioni di mutui sono calate in tutte le provincie ma la riduzione più drammatica si è avuta a Pisa (-22%). Lucca, invece, è la provincia dove i mutui sono calati meno (-1,73%) seguita da Arezzo (-3,83%), Prato (-4,95%) e Grosseto. Il mercato fiorentino, nonostante la flessione dell'11,44 per cento, rimane il più florido del Granducato, coprendo il 30 per cento del volume d'affari dell'intera regione. A cosa si deve questa flessione della fine dell'anno? «Il mercato dei mutui - spiega Ansano Cecchini, consulente creditizio di Kìron per Tecnocasa - è legato alle compravendite di immobili e al sistema bancario. Per quest'ultimo, la legge Bersani sulle liberalizzazioni ha portato profondi cambiamenti, come ad esempio la possibilità di estinguere in anticipo il mutuo o cambiare banca senza pagare penali. La fedeltà alla banca non c'è più per cui gli istituti reagiscono selezionando i clienti e prediligendo chi ha più soldi e può pianificare in modo più serio l'acquisto di un immobile. Per Grosseto le cose non sono molto cambiate; le difficoltà ci sono soprattutto in periferia perché alcune categorie di persone, come gli immigrati, hanno più difficoltà di accesso al credito. In più rimane una generale prudenza legata al momento». Il nuovo regolamento urbanistico, che prevede la costruzione di 800 nuovi alloggi e, al tempo stesso, vieta il frazionamento di abitazioni inferiori a 120 metri quadrati può aver influenzato l'andamento dei mutui? «Per quelli concessi ai privati no - spiega Cecchini - perché, anche in un momento difficile del mercato, questo è un settore che regge. Più complicata è l'erogazione di mutui alle imprese, ma non è questo l'oggetto della nostra ricerca».
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