La manifestazione
Case, allarme dagli immobiliaristi
Maurizio Caldarelli
Preoccupazioni per i limiti al frazionamento degli appartamenti
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GROSSETO. Agenzie immobiliari, imprese edili e geometri tornano a fare la voce grossa per l'introduzione di una normativa del Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto che non permette più frazionamenti in appartamenti inferiori ai 120 metri quadrati. Dell'argomento si era occupato nelle scorse settimane anche il capogruppo del Pdl Luca Montemaggi, definendola in maniera colorita una "frettolosa patacca". Stavolta interviene Paolo Toninelli, un agente immobiliare che si fa portavoce di tutta la categoria e dell'indotto. «È stata una bella mazzata», esordisce Toninelli. «La norma introdotta - spiega - che non permette più di fare frazionamenti negli appartamenti inferiori a 120 metri quadrati crea un problema per tante persone, in quanto la convenienza per gli investitori era fare i frazionamenti in unità che avevano dimensioni inferiori a quelle stabilite dal Comune. L'eliminazione di questi piccoli interventi danneggia clienti, agenzie immobiliari, ma anche imprese, elettricisti, idraulici, geometri». «Nelle scorse settimane - prosegue Toninelli - ho incontrato un gruppo di persone, due amici investitori, una ditta edile di quattro persone, due idraulici, due elettricisti, un geometra, un rappresentante che doveva fornire pavimenti, rivestimenti e porte, un artigiano per le finestre. In totale, eravamo quattordici persone compreso il sottoscritto... Avevamo in previsione di realizzare per i prossimi mesi due frazionamenti di appartamenti di 100 metri quadrati ciascuno, cioè quelli standard per cui vale la pena fare frazionamenti senza che gli investitori ci rimettano dei soldi... Purtroppo, però, abbiamo dovuto annullare gli impegni futuri di lavoro, probabilmente mettendo in crisi onesti cittadini che con duro lavoro, in questi ultimi mesi, stavano lottando per uscire dalla crisi e garantire alle proprie famiglie un futuro decente». Il mercato del bilocale nel territorio grossetano ha preso campo negli ultimi anni e ha permesso di far sentire meno la recessione. «In questi ultimi due o tre anni di crisi - spiega Toninelli - le uniche vendite riguardavano il mercato del bilocale del piccolo appartamento. C'era chi lo comprava per investimento, chi aveva bisogno di una casa piccola e comunque nuova, senza doverci rimettere le mani. Era il taglio giusto per una persona anziana sola oppure per il single che usa l'appartamento solo per dormire. Diciamo che questo tipo di vendite copriva il 35-40 per cento del mercato grossetano». I frazionamenti avevano poi anche un altro vantaggio, perché permettevano di contenere i prezzi, a tutto vantaggio di giovani coppie o di persone che avevano la necessità di trovare un appartamento piccolo. «Per un miniappartamento si va dai 120mila ai 130-135mila. Adesso si deve tornare sul mercato del ristrutturato o del nuovo e i prezzi sono ben più alti. Si va sui 155-160mila da un costruttore per lo stesso prodotto che prima costava 120mila. Per le imprese costruttrici la possibilità di realizzare appartamenti piccolini - addirittura ce ne sono da 28 metri quadrati - invece è rimasta, a prezzi però che superano i 3mila euro al metro quadrato. Purtroppo non ci sono alternative: chi vuole comprare un bilocale, un piccolo appartamento dove non ci si si debba rimetterci le mani, deve per forza andare sul nuovo. Questo significa che a Grosseto, a partire da domani, i piccoli appartamenti saranno sicuramente più costosi e questo non è un bene, anche perché il mercato del bilocale è ormai un'esigenza, non una scelta». «La normativa - conclude Toninelli - è arrivata nel momento sbagliato, un bell'autogol, in un periodo in cui il mercato immobiliare si sta riprendendo. Si pensi alle aziende specializzate nella ristrutturazione, nella maggior parte grossetane (a differenza dei costruttori che utilizzano per il 90 per cento lavoratori esterni o extracomunitari), rimaste senza lavoro. Considerando poi che il Comune per ogni frazionamento riscuote dai 5 ai 7mila euro, a seconda della grandezza dell'appartamento, non vedo proprio la convenienza di questa decisione».
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