Il Tirreno

Grosseto

Turni di apertura, malumori nelle farmacie

<b>FARMACIE </b>Il Comune pubblica i nuovi turni e gli orari per i negozi di citt&agrave; e frazioni
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FARMACIE Il Comune pubblica i nuovi turni e gli orari per i negozi di città e frazioni

Tra limitazioni e ricorsi al Tar, il Comune definisce la rotazione

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 GROSSETO. Il Comune riorganizza gli orari delle farmacie e, dopo la guerra delle aperture per i negozi, anche tra gli scaffali di medicinali crescono malumori sull'imposizione di quando e quanto tenere aperta o chiusa la saracinesca. Come per i negozi, c'è chi vorrebbe stare aperto qualche ora in più ma non può, perché così impone una ordinanza sindacale. Ma, a differenza degli esercizi commerciali, per chi vende farmaci c'è un ostacolo in più: l'orario deve essere omogeneo per tutti.  Quello della vendita dei farmaci è considerato, infatti, un servizio pubblico dunque, per legge, orari e turni devono essere uguali per tutti, con rare eccezioni. Ed è il sindaco, su indicazione dei farmacisti, che detta le regole. Ma le regole sono sempre o troppo strette o troppo larghe e così siamo ben alla terza ordinanza per stabilire quando è possibile comprare aspirina, sciroppi e quant'altro.  Le diciotto farmacie di Grosseto e frazioni e i tre dispensari farmaceutici di Principina a Mare, Alberese e Batignano erano regolati fino all'inizio del mese scorso da due ordinanze del 2009 e 2010. Le quali, però, non sono andate giù a ben due farmaciste che hanno fatto ricorso al Tar. «L'ordinanza del 2009 uniformava il nostro orario a quello delle farmacie cittadine», spiega la dottoressa Chiara Pianelli Concialini di Braccagni. Anche qui si doveva chiudere un sabato pomeriggio a rotazione, come avviene a Grosseto. «Ma a Braccagni la farmacia è un punto di riferimento - spiega la dottoressa - tanto che noi non chiudiamo mai per ferie. Grosseto è lontana da raggiungere per molti cittadini». Il paese è insorto e la titolare si è rivolta al Tar, che le ha dato ragione permettendole di aprire tutti i sabati.  Anche a Roselle hanno dovuto battagliare. La stessa ordinanza imponeva alla farmacia della frazione di dare reperibilità continuata dal 15 giugno al 15 settembre. Questo servizio è pensato per le località dove c'è un grande afflusso di turisti, cosa che, vuoi per le condizioni delle rovine etrusche, vuoi per le terme mai realizzate, non s'è mai visto. E anche in questo caso il Tar ha dato ragione alla titolare, la dottoressa Maria Luisa Bastianini.  Insomma, un ritocco qua, uno là, il sindaco ha dovuto riprendere in mano tutti gli orari e farne uno nuovo (si veda la tabella accanto), distinguendo orario estivo e invernale e concedendo qualche ora in più alla farmacia Zuccheri di Marina di Grosseto (51 ore settimali invece delle 47 previste in città), dato che tra giugno e settembre la popolazione lievita.  Rimane il servizio 24 ore su 24 dalla farmacia comunale di via dei Mille, ma alcune farmacie private non avrebbero disdegnato qualche ora di apertura in più. «Gli orari vanno sicuramente resi omogenei - spiega il dottor Andrea Severi, della farmacia di piazza Dante - anche perché c'è sempre chi sgarra e apre quando vuole. Però si potrebbero anche ridiscutere alla luce delle esigenze della popolazione».  F.F.

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di Redazione web