Il dolore
Perseguita chi le insidia il marito
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TRIBUNALE Il palazzo di giustizia in piazza Albegna Esercente di 40 anni rinviata a giudizio anche per rapina Si era procurata illecitamente i tabulati dei cellulari della vittima
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GROSSETO. Per tenere lontana quella donna dal suo uomo aveva battuto tutte le strade: l'aveva tempestata di telefonate offensive, l'aveva seguita, aveva sostato sotto casa. Non solo: aveva scritto bello grande sulla porta del garage della donna che «non si va con gli uomini sposati». Le aveva anche strappato di mano il cellulare. Infine, con uno stratagemma aveva ottenuto i tabulati telefonici della donna da cui aveva ricavato la prova della liason. Vera o presunta che sia stata questa storia di tradimenti, e qualunque ne siano stati gli sviluppi a breve e lunga scadenza, la moglie è stata rinviata a giudizio perché la Procura ha ritenuto penalmente rilevanti quei fatti denunciati e la documentazione di riscontro ottenuta nel corso delle indagini. Rapina con lesioni, diffamazione, molestie con ingiurie e minacce, pedinamenti, sostituzione di persona sono le imputazioni delle quali la donna - una conosciuta esercente grossetana poco più che 40enne - dovrà rispondere davanti al collegio del Tribunale: il gup Montesarchio ha stabilito che per lei il processo si terrà il 26 ottobre. E sempre a ottobre, ma del 2009, sarebbe iniziato il tutto. Con la rapina del cellulare. Di questo episodio (e solo di questo) avvenuto sotto casa della vittima - che ha 42 anni - deve rispondere anche un'amica dell'imputata, una grossetana di 67 anni: le due donne si sarebbero impossessate del cellulare della presunta rovinafamiglie obbligandola ad aprire la mano con la forza (3 giorni di prognosi per le contusioni). Tre giorni dopo la donna aveva scoperto la scritta con il proprio nome sulla porta del suo garage: «Tr... non si va con uomini sposati». Da cui l'ipotesi di diffamazione. Poi le acque si sarebbero calmate. Almeno fino a gennaio, quando la donna aveva sporto altre querele: «Sei un grandissimo t... Per te è finita, conta le ore», «devi farla finita di fare la tr... per Grosseto» e «Ho i tabulati deficiente, pensi di farci una bella figura?» e altre frasi di tenore similare sarebbero state pronunciate dall'imputata in tre telefonate distinte. Dall'ultima, quella dei tabulati, gli investigatori avevano seguito la pista della sostituzione di persona: e avevano ipotizzato, come è stato poi contestato, che la donna si fosse spacciata per la vittima acquisendo illecitamente i dati relativi ai due cellulari intestati a quest'ultima. Il pm Navarro contesta anche alcuni episodi di pedinamento della vittima, che avrebbe anche visto l'imputata sostare con l'auto sotto la propria abitazione: un comportamento che sarebbe andato avanti fino alla fine di luglio. La vittima si era poi affidata all'avvocato Daniela Giogli per la costituzione di parte civile, mentre le imputate sono assistite dall'avvocato Andrea De Cesaris. (p.s.)
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