Il Tirreno

Grosseto

Grande festa in Maremma per il passaggio dei ciclisti Le strade colorate di rosa

<b>TRE MOMENTI </b>della tappa di ieri da Piombino a Orvieto: a sinistra il gruppo all&#146;altezza di Scarlino, nel centro alla curva appena passata Roccastrada A destra la carovana rosa &egrave; gi&agrave; sull&#146;Amiata, sulla salita di Arcidosso dove &egrave; caduta la maglia rosa Millar che poi &egrave; ripartita senza problemi
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TRE MOMENTI della tappa di ieri da Piombino a Orvieto: a sinistra il gruppo all’altezza di Scarlino, nel centro alla curva appena passata Roccastrada A destra la carovana rosa è già sull’Amiata, sulla salita di Arcidosso dove è caduta la maglia rosa Millar che poi è ripartita senza problemi

Da Follonica all'Amiata, una giornata di tifo e passione Ad Arcidosso caduta senza conseguenze del leader Millar

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 GROSSETO. Due giorni dopo la tragica morte di Wouter Weylandt, la Maremma ha accolto la carovana rosa del Giro d'Italia. Da Follonica a Gavorrano fino a Roccastrada, passando per Paganico e Arcidosso, dove la maglia rosa Millar è addirittura caduta. Una giornata di festa per migliaia di tifosi riversati nelle strade, tra bandierine sventolate e gli applausi ai ciclisti che hanno poi concluso la tappa a Orvieto.  Dopo essere partito da Piombino poco dopo mezzogiorno, il Giro d'Italia ha attraversato Follonica all'ora di pranzo.  Follonica. Il momento più atteso è arrivato verso le 13, davanti ad un pubblico che non era foltissimo e composto soprattutto da appassionati dei due pedali, pronti a rinunciare anche al pranzo, per vedere i propri beniamini. Chi c'era ha visto da vicino l'attacco dello svizzero Martin Kohler, 26 anni, della Bmc, che si è isolato dal gruppo poco dopo il via di Piombino ed è transitato solitario a Follonica con un vantaggio di 4'50" sul resto dei concorrenti, transitati dal Golfo ancora con andatura abbastanza "turistica". L'avventura di Kohler, che ha avuto anche un vantaggio massimo di 12'40" sul gruppo, per la cronaca puramente sportiva, si è conclusa solo a 10 chilometri dalla fine, quando è stato ripreso da Scarponi e Garzelli dopo quasi 170 chilometri di avventura solitaria in terra di Maremma.  Roccastrada. I ragazzi delle scuole di Ribolla hanno lasciato i banchi per disporsi ai due lati della strada al momento del passaggio dei "girini", che ha toccato proprio il centro del paese. A Roccastrada invece gli appassionati della bicicletta, muniti di bandierine colorate, hanno dovuto spostarsi all'incrocio del Terzo per assistere al passaggio della corsa. Una quindicina di dipendenti del Comune si sono messi anche a disposizione dell'organizzazione per transennare e controllare le vie secondarie.  Amiata. In perfetto orario e senza inghippi, il giro d'Italia è passato, intorno alle 15, da Arcidosso, che aveva preparato per i girini una grande scritta bianca sull'asfalto, subito prima dell'ingresso nella piazza della rotonda, in memoria di Wouter e un'altra prima del traguardo volante come saluto di Arcidosso per i ciclisti. Proprio all'altezza dell'ex convitto, sul traguardo volante, si è verificata anche la caduta della maglia rosa Millar, finito a terra per la precedente caduta di Vicioso. Tutti e due hanno cambiato la bici e sono ripartiti senza problemi. Ma poi la maglia è passata sulle spalle del vincitore di tappa Weening.  Tantissima gente, assiepata lungo la difficile curva del "birillo", a fianco della quale l'associazione omonima "Ibbirillo" aveva messo in bella vista un suo segno di riconoscimento. Gente anche straniera, famiglie che erano al seguito dei campioni. Una grande festa collettiva che ha salutato il primo, vittorioso al traguardo volante, passato circa 8 minuti in anticipo rispetto a tutto il resto del gruppo, che poi ha cominciato a snodarsi per la difficile salita del Faggio Rosso, accolto da una vera e propria folla al bivio per i Capenti che erano stati presi d'assalto fin da diverse ore prima.  Poi tutti verso Santa Fiora, dove i gestori del bar della piazza hanno indossato cappellini artigianali con maglie con su scritto Italia, e il Saragiolo, a cavallo fra le province di Grosseto e di Siena, dove era stato predisposto l'ambito traguardo della montagna.  Matteo Baccellini  Fiora Bonelli  Michele Nannini

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