Il Tirreno

Grosseto

Campagna "low cost" con risciò e 500

Elisabetta Giorgi
<b>AUTO ELETTRICA.</b> Usata dal Movimento 5 Stelle
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AUTO ELETTRICA. Usata dal Movimento 5 Stelle

E c'è chi ha tirato fuori il vecchio motorino e chi usa l'auto elettrica

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 GROSSETO. Sfrecciano in città, percorrono le vie tappezzati di immagini, appuntamenti e liste coi "papabili" sindaci e consiglieri. E' la campagna elettorale corsa e combattuta a colpi di risciò, auto d'epoca e minicar elettriche.  "Corse" elettorali nel senso vero del termine, dove i km sono "a costo zero" se macinati sul sellino in nome di un salutismo ecologico, a poco prezzo in tutti gli altri casi. Perché basta rispolverare un vecchio veicolo, appendervi i poster elettorali, pedalare o spingere sull'acceleratore e il gioco è fatto. Sobrie ma agguerrite, le due ruote del Sel sfrecciano a tutta birra incrociando storiche vetture del Psi o auto elettriche col marchio dei grillini. Si distingue così, la campagna elettorale 2011, per l'originalità dei mezzi di locomozione messi in campo col "fai da te" e sventolati con particolare orgoglio politico. Percorrendo il centro di Grosseto è facile imbattersi in una vecchia 500 grigia, classe 1964, che fa sosta in piazza san Francesco dov'è il gazebo elettorale socialista. A guidarla con fare "garibaldino" è il proprietario Danilo Cosci, segretario nazionale del Fiat Club Italia e candidato in consiglio per il Psi, che ha tirato fuori il suo "gioiello" e l'ha messo a disposizione degli altri candidati. «Il 4 luglio 1807 - dice - nasceva Garibaldi, mentre 150 anni dopo, il 4 luglio 1957, spuntava la 500..». Il glorioso Cinquino è addobbato a festa con tre bandiere italiane che accolgono il vento su fiancate, tetto e cofano, mentre su una portiera è la rosa del socialismo europeo, e davanti un manifesto coi nomi dei consiglieri, alcuni dei quali salgono dalle portiere che si aprono in avanti. «Un'auto storica per un partito storico: il Cinquino è un simbolo che unisce il vecchio e il nuovo», dice Cosci. «La 500 rappresenta il passato che non muore ma riparte agguerrito, mentre il presente è rappresentato dal partito».  Sfogliando il capitolo "biciclette e risciò" spunta Danilo Piani (Grosseto Insieme), che ha sistemato la sua foto su una bici e con quella gira per la città, mentre Cristina Citerni rivendica per prima l'idea del risciò, pedalato anche dal segretario provinciale Davide Buzzetti. «Ne abbiamo noleggiati due a fine aprile - spiega lei - nei giorni in cui si presentavano le candidature». Domenica scorsa, giornata dedicata alle due ruote, «abbiamo fatto una sbiciclettata partendo dall'ospedale con pic nic al parco di via Giotto. In quattro siamo partiti sul risciò mentre tutti gli altri ci hanno seguiti in bici». Un successone e un messaggio simbolico in termini di sostenibilità ambientale e sobrietà. «Abbiamo affittato i risciò a Marina: in bassa stagione ce li hanno dati a basso prezzo. In un momento in cui la crisi devasta le famiglie spendere decine di migliaia di euro per una campagna elettorale non ci sembrava eticamente sostenibile». Altri candidati altri veicoli con Concetta Relli del Pdl, che ha sfoderato i cinquantini (motorini) dei figli, e con Giacomo Gori, Movimento 5 Stelle, che fa campagna elettorale a bordo di un'auto elettrica di sua proprietà: una Gem (Global Electric Motorcars) della Daimler Chrysler, che di pomeriggio gira sventolando la sua fiera "veletta elettorale". Tutto fatto in casa, anche qui, perché «la caratteristica del nostro movimento è quella di una pratica quotidiana coltivata sul campo. Noi andiamo in bici o in auto elettrica comunemente, e lo facciamo anche in campagna elettorale».  Una corsa elettorale il cui spirito nasce, in tempi non sospetti, sei anni fa. «Nel 2005 introdussi la prima auto elettrica a Grosseto, e da quanto mi piaceva ne ho fatto un lavoro». Il candidato, che prima lavorava nell'officina meccanica di famiglia, ha creato dal niente un negozio di mobilità sostenibile in via Giordania, dove vende veicoli alternativi. Una passione "futurista" ma anche una filosofia di vita, esportata nell'agone politico com'è nello stile grillino.

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