La manifestazione
«Impianto sì, case no» Cittadini contro Arpat
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MONTEROTONDO. L'ampliamento dell'impianto di compostaggio Solemme a Monterotondo Marittimo porterà a dei livelli d'inquinamento per cui l'Arpat suggerice di «non consentire l'abitabilità ai fabbricati rurali limitrofi». Una posizione che ha mandato su tutte le furie gli ambientalisti. «In pratica Arpat mette le mani avanti ad evitare le legittime proteste dei vicini a fronte delle emissioni. - dice Graziano Bianchi a nome del Comitato Geo, Ambiente-Territorio - Manca poco che si chieda un esodo di massa per lasciare piena libertà all'impianto». Tramontata l'idea di un inceneritore che facesse capo alla stessa società, sempre a Monterotondo, che gli ambientalisti hanno salutato come una vittoria, adesso il Comitato Geo si trova a fare i conti con l'altro impianto della Solemme: quello di compostaggio, per cui ha presentato il progetto di amliamento a 70mila tonnellate di rifiuti. Un progetto, secondo gli ambientslisti, che porterebbe a condizionare l'assetto urbanistico del territorio, «in particolare quando ciò si traduce in un danno patrimoniale per terzi coinvolti loro malgrado». L'ampliamento andrebbe contro a due capitoli che rigurdano Monterotondo. Il primo riguarda il piano strutturale della "Vallata", che prevede per «la razionalizzazione dell'offerta turistica» con «invarianti atrutturali da sottoporre a tutela», come «la matrice morfologica dell'insediamento poderale, intesa vera identità del sistema». Parole che non si sposano con quanto suggerito dall'Arpat. L'altro capitolo riguarda il fatto che Monterotondo è inserito nel Geoparco Unesco, che «promuove processi virtuosi di sviluppo locale impostati su principi di sostenibilità ambientale e rispetto dell'identità territoriale». In questo senso, l'ambientalisti ribadiscono la propria contrarietà all'impianto. Sia perchè «non svolge alcuna funzione di pubblica utilità per la provincia, cessendo costretto ad importare i rifiuti da fuori», sia perchè «il prodotto finale non è "compost di qualità", bensì ammendante compostato, privo di mercato e inutilizzabile in natura». È proprio per questo il Comitato Geo sostiene che «impianti di compostaggio di queste dimensioni debbano essere realizzati lontani dai centri abitati, dalle zone turistiche e di produzine agricole. Sul piano costi/benefici la popolazione non ne trae alcun vantaggio. Anzi». A.F.
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