Il Tirreno

Grosseto

Giallo sulla morte del partigiano Bargagli

Fiora Bonelli
<b>TRAGEDIA </b>Il luogo dov&#146;&egrave; stato trovato Sopra Giuseppe Bargagli
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TRAGEDIA Il luogo dov’è stato trovato Sopra Giuseppe Bargagli

Rilievi sul luogo dell'incidente, prende piede la pista del malore

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 ARCIDOSSO. Sono tuttora in corso i rilievi per stabilire la dinamica dell'incidente occorso a Giuseppe Bargagli di Arcidosso, domenica pomeriggio, un incidente che si è concluso tragicamente, lunedì, con la morte dell'aziano, 86 anni, assai noto nel paese amiatino, dove abitava con la moglie a Largo S. Antonio. I rilievi dell'Arma che sono proseguiti anche ieri, si sono resi necessari perché non è chiaro se l'uomo sia caduto da solo per un malore e, dopo, toccato dall'auto che peraltro viaggiava a passo d'uomo per entrare nel parcheggio di Piazza Indipendenza o se l'incidente abbia avuto un'altra dinamica.  Fatto sta che le ferite riportate da Bargagli (trauma cranico e toracico e rottura di una gamba), che era stato soccorso dalla Misericordia di Casteldelpiano e poi trasportato all'Ospedale di Siena, hanno avuto conseguenze mortali. Il corpo, a disposizione del magistrato, sarà consegnato, una volta eseguiti gli accertamenti ai familiari per il funerale previsto per oggi.  Giuseppe Bargagli era un personaggio assai conosciuto ad Arcidosso e per più di un motivo: era, con Viviano Quattrini (Pampini) e Leonardo Lazzeroni, uno dei partigiani arcidossini che avevano, poco più che adolescenti, partecipato alla liberazione dell'Amiata. Dopo la fine della guerra si era distinto per essere stato un imprenditore coi fiocchi, e aveva scritto una pagina importante nella storia dei trasporti amiatini.  Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, che lo conosceva bene, così lo ricorda: «Lo avevo visto sabato a braccetto con la moglie alla festa del paese. Si sosteneva alla moglie anche perchè non aveva piena stabilità, soprattutto dopo l'incidente d'auto che aveva avuto di recente sulla Grosseto-Paganico. Gli avevo detto scherzosamente: "A quest'ora arrivi? I canti sono finiti, mi sa che non sei più un giovinetto". E lui mi aveva risposto con ironia: "Lo dici te, che non sono un giovinetto, guardami bene».  Nonostante l'età e gli acciacchi era ancora pieno di vivacità, una persona cordiale e garbata e soprattutto un cittadino presente e impegnato. Come ex-partigiano, mai mancava alle celebrazioni legate alla resistenza, ma era presente in ogni circostanza festosa e collettiva ad Arcidosso. Non aveva potuto, però, essere presente a questo ultimo 25 aprile, appuntamento a cui aveva dovuto rinunciare perchè non stava benissimo. Ma ad Arcidosso, conclude il sindaco Landi, il suo nome resta legato in particolare alla creazione dell'azienda di trasporti pulmann, quella che adesso ha rilevato il figlio Luca e che ha un parco di ben 12 mezzi. L'altro figlio, Massimo, è responsabile della Rama per la zona di Arcidosso.

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