Il dolore
Deferimenti. Gli organi di controllo avevano ravvisato solo pochi errori formali
«Arbitri, gestione regolare»
Non tenuti in considerazione i risultati delle verifiche
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GROSSETO. «La sezione Aia, e quindi i suoi dirigenti che la gestiscono, sono stati oggetti di più controlli e verifiche sia tecniche sia amministrative da parte degli organi centrali dell'Aia nel corso degli anni dal 2005 a tutt'oggi, senza che siano mai state rappresentate e contestate irregolarità gestionali». È ciò che ha sostenuto l'avvocato Paolo Fralassi nelle memorie difensive presentate alla Commissione disciplinare nel procedimento che ha poi portato all'inibizione del presidente degli arbitri grossetani Franco Ferretti (nella foto a sinistra), suo assistito, e del designatore Antonello Foderi (a destra). La difesa si è meravigliata del fatto che tali certificazioni non siano state prese in considerazione dalla Commissione che ha invece punito Ferretti per un rimborso da 28,41 euro per una partita che non era stata invece effettuata: si tratta delle verifiche del servizio ispettivo nazionale del 2008 («non sono state riscontrate irregolarità di rilievo») e del 2010 («non sono state accertate irregolarità») e dei controlli del Comitato regionale arbitrale dal 2005 al 2010 («solo puri errori formali» o similari) con giudizi dal «buono» per quella del 2005 all'ottimo del 2010. I due incaricati dell'indagine, il vice procuratore Piccolomini e il sostituto procuratore Quartarone, avevano invece segnalato - a conclusione del proprio lavoro nel novembre 2010 - che «l'attività svolta ha fatto emergere la mancanza di una attenta e corretta gestione della sezione Aia di Grosseto». Quella del rimborso è l'unica incongruenza rilevata dall'Amministrazione finanza e controllo della Figc a carico di Ferretti. C'erano poi altre 19 incongruenze relative ad altri tesserati, di cui 9 riconducibili ad associati Aia di sezioni diverse da quella di Grosseto (non c'erano arbitri a sufficienza per coprire le gare in provincia). E si tratta, secondo la difesa, di puri errori di inserimento nella procedura informatica denominata "Sinfonia" da parte di chi vi operava (anche di altre sezioni toscane) e non di Ferretti. Diciannove incongruenze per circa 2.000 gare designate e per i relativi rimborsi gestiti dall'Aia di Grosseto per gli anni dal 2004 al 2006: una percentuale irrisoria, comunque dovuta spesso a errori di digitazione, magari anche dei nomi delle squadre. E comunque la difesa ha sostenuto che Ferretti non si era auto-designato come osservatore arbitrale, che non si è mai recato sul luogo della gara Ribolla-Pitigliano perché avvertito che non si sarebbe disputata, che non ha mai scritto una relazione sulla visionatura dell'arbitro né gli ha dato un voto, che non ha mai richiesto un rimborso spese. P.S.
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