Sicurezza
Il documento firmato da tutti i consiglieri: lazienda con queste scelte crea cittadini di serie B
Contro Poste lettera al Ministero
Fiora Bonelli
Il consiglio di Castell'Azzara si mobilita dopo i tagli a Selvena
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CASTELL'AZZARA. Il consiglio comunale di Castell'Azzara alza gli scudi per salvare il servizio postale, esprime una valutazione negativa del contratto tra Poste Italiane e il ministero dello Sviluppo Economico e sul piano di riorganizzazione degli uffici provinciali effettuato dalla direzione provinciale e approva, all'unanimità, nell'ultima seduta consiliare, un documento "forte". Nel testo si ravvisa il "tradimento" dello spirito universale del servizio e si ipotizza la possibilità, se si andrà avanti così, di altri 4000 esuberi, da aggiungersi ai 6000 già recentemente gestiti. Ma guardiamo nel dettaglio al documento inviato al ministero dello Sviluppo Economico, al presidente della Provincia, ai sindaci del comprensorio ed a Poste italiane. «Il contratto di programma siglato dall'amministratore delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi e dal ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani prevede la possibilità di recapitare la posta e i giornali "a giorni alterni in presenza di particolari situazioni di natura geografica e infrastrutturale", per aree "con una popolazione inferiore a 200 abitanti per chilometro quadrato", fino ad "un massimo di un ottavo degli italiani.- Si prevedono effetti anche sulla rete degli uffici postali - commenta il documento consiliare - considerando che l'offerta di servizi potrà essere ridefinita secondo parametri più economici per l'azienda, concordando con gli enti locali la presenza più articolata e questa gestione potrebbe determinare oltre 4.000 nuovi esuberi, che si aggiungerebbero agli oltre 6.000 recentemente gestiti attraverso un sofferto accordo sindacale». In questo senso «viene tradito lo spirito del servizio universale (previsto dalla Direttiva europea 2008/6/CE e dal Dlg che la recepisce) che prevede una erogazione del servizio garantita a tutti i cittadini, in qualsiasi luogo, per almeno 5 giorni a settimana», sottolinea la presa di posizione dei consiglieri di Castell'Azzara. Nel docuemnto i consiglieri ricordano come Poste Italiane abbia «drasticamente ridotto a soli due giorni di apertura settimanali il servizio dell'Ufficio Postale di Selvena, trattando quei cittadini come di serie B e quindi penalizzandoli unicamente sulla base delle caratteristiche del territorio in cui vivono. In un momento in cui si registra un forte depauperamento delle risorse degli enti locali sembra essere del tutto inopportuno e inefficace delegare, agli stessi enti, la determinazione, a proprio carico, della permanenza del servizio postale sul proprio territorio, annotando anche come tali criticità si sommino a quanto già avvenuto riguardo la consegna dei quotidiani gestita attraverso processi di esternalizzazione dell'attività e con l'uso strutturale dello straordinario». Infine il consiglio impegna i suoi componenti "ad adoperarsi affinché venga rivisto il contratto di programma con Poste Italiane e si rivedano le azioni che hanno determinato la riduzione dei servizi in molti centri della provincia».
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