Proteste
Inviate al presidente nazionale Nicchi le attestazioni di solidarietà nei confronti dei due dirigenti inibiti
Cinquanta firme per Ferretti e Foderi
I giovani arbitri: «Per noi sono come un padre e un fratello maggiore»
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GROSSETO. C'è una mobilitazione massiccia e compatta a favore di Franco Ferretti e Antonello Foderi, rispettivamente presidente e designatore della sezione Aia di Grosseto, inibiti per 3 e 5 anni in relazione a presunte irregolarità nell'associazione arbitrale. Gli iscritti alla sezione hanno raccolto decine di firme in calce a documenti di solidarietà inviati al presidente nazionale Marcello Nicchi. Le manifestazioni di stima nei confronti di Ferretti e Foderi sono articolate in tre documenti diversi. Uno - 50 firme fino a ieri - è sottoscritto indistintamente dagli iscritti. Un secondo - 30 firme - è invece stato sottoscritto dai più giovani. Un terzo porta invece la firma di Roberto Severi, arbitro benemerito con quasi 50 anni di tessera. Il messaggio è comunque uno e uno solo: Franco e Antonello sono da portare come esempio nella gestione amministrativa e tecnica, anche in quella dei rapporti interpersonali. «Confermiamo la massima attestazione di stima ai colleghi ingiustamente coinvolti - scrivono gli arbitri grossetani manifestando "stupore e disagio" - rappresentando riconoscenza per l'attività resa in favore della sezione Aia» e i firmatari auspicano che gli organi disciplinari «siano in grado di giudicare secondo giustizia e nel rispetto della verità dei fatti». I giovani arbitri, nel proprio documento, aggiungono - rivolgendosi ancora a Nicchi a proposito della presunta condotta autoritaria e paternalistica contestata a Ferretti e Foderi - di voler «esternare e testimoniare che per i sottoscritti tali affermazioni non corrispondono al vero. Sono stati per noi e lo sono tutt'oggi, dirigenti che si sono sempre prodigati nel seguirci, nel consigliarci, dando un grandissimo apporto alla nostra crescita tecnica arbitrale e soprattutto umana e pertanto rimandiamo al mittente tali gratuite affermazioni da parte di chi la vita sezionale e associativa della sezione di Grosseto non l'ha mai vissuta e frequentata e non si è mai interessato della nostra crescita arbitrale». Il riferimento è alle accuse che, mosse da altri due arbitri, hanno indotto la Disciplinare a prendere provvedimenti. Presidente e designatore - concludono i giovani arbitri - si sono sempre comportati rispettivamente «come un buon padre di famiglia» e «come un fratello maggiore», «aiutandoci e spronandoci su tutti i fronti». Severi, arbitro benemerito, non solo conferma «dedizione e professionalità» dei due dirigenti Aia ma deplora il fatto che le decisioni disciplinari siano state prese senza un riscontro oggettivo delle dichiarazioni dei due ex associati Gabriele Nucci e Diego Di Benedetto («peraltro che mai o quasi mai frequentavano la sezione e i giovani arbitri»), i quali accuserebbero Ferretti e Foderi «di scarsa preparazione e professionalità, facendo leva su illazioni del "sentito dire nell'ambiente" o del "si dice nell'ambiente" senza però peraltro specificare e soprattutto provare ciò che affermano». Rivolgendosi sempre al presidente nazionale Nicchi, Severi testimonia «solidarietà e stima» verso «persone che si sono sempre prodigate per il bene della nostra associazione e della sezione Aia grossetana». Attestazioni di stima anche dall'assessore allo sport Paolo Borghi: «Ho avuto modo di conoscere Ferretti e di apprezzarne la serietà e l'onesta - dice - Manifesto tutta la mia personale solidarietà».
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