Il Tirreno

Grosseto

Auto contro il palo, muore a 48 anni

Federico Lazzotti
Auto contro il palo, muore a 48 anni

La vittima, Marco Ranieri, era appena uscito da un pub e stava tornando a casa

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FOLLONICA. Il destino era nascosto nel suo cognome, celato dietro una vita da operaio: treno vergella, rumore di metallo e otto ore al giorno di sudore. Per Marco Ranieri, 48 anni, dipendente delle accierie Lucchini di Piombino, sposato e padre di una bimba di quattro anni e mezzo il destino si è trasformato in tragica beffa poco prima delle due del mattino. È successo lungo la vecchia Aurelia, alle porte di Follonica, di fronte al villaggio turistico Il Veliero, nel quartiere che porta il suo nome, Prato Ranieri.  Dietro l'ultima notte dell'operaio ci sono due occhi che si chiudono lungo la strada, le mani che si staccano dal volante mentre la macchina prende velocità e continua la sua corsa, sbatte contro il cordolo, scavalca la rotatoria e va a schiantarsi contro il palo della luce al centro dell'aiuola, cinque centimetri di circonferenza d'acciaio che si alzano per tre metri in mezzo all'erba.  La fine è nel corpo del quarantottenne che viene sbalzato fuori dall'auto, sfonda il parabrezza, vola per alcuni metri e resta a terra, tra il verde e il cemento.  Su quello che è successo prima delle 2.08 di sabato notte, quando alcuni automobilisti hanno chiamato la centrale del 118 per lanciare l'allarme, la Procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi.  I carabinieri della tenenza di Follonica sono in attesa degli esami tossicologici compiuti sulla vittima. «Una normale procedura in questi casi», spiegano dalla centrale. Attraverso le analisi i militari vogliono verificare le condizioni dell'operaio al momento dell'incidente per sciogliere i dubbi sulle cause dello schianto su cui l'unica certezza è che l'operaio non indossasse le cinture. «Altrimenti non sarebbe stato sbalzato fuori dall'auto».  Sul resto, per il momento, ci sono solo congetture. A cominciare dalla causa che ha innescato l'incidente: colpo di sonno o guida in stato di ebbrezza? È questa la domanda alla quale stanno cercando di dare una risposta gli inquirenti.  Anche perché alcuni amici di Marco Ranieri avrebbero raccontato che l'operaio aveva passato la serata in un pub nel centro di Follonica. Ma solo le analisi - ripetono gli investigatori - potranno dire se il tasso alcolemico era superiore a quello consentito dalla legge.  Secondo quando hanno potuto ricostruire i militari, l'uomo dopo essere uscito dal locale sarebbe salito a bordo della sua auto diretto a casa. Alcuni testimoni avrebbero incrociato l'auto mentre percorreva la statale, un automobilista che seguiva la Renault Scenic avrebbe invece visto la macchina prendere velocità in prossimità della rotatoria, prima che si innescasse la carambola mortale.  Quando lungo la vecchia Aurelia sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, le condizioni dell'operaio era disperate, tanto da far pensare a una morte sul colpo. In ogni caso medico e infermieri hanno cercato di rimettere in moto il suo cuore. In mezzo all'erba, il giorno dopo la tragedia, si vedono i segni dello schianto e del tentativo di rianimare il quarantottenne: pezzi di carrozzeria, la scia dei pneumatici sulla rotatoria, guanti verdi, garze e involucri di siringhe.  La notizia della tragedia si è sparsa a Follonica dove l'uomo viveva e a Piombino dove lavorava solo al mattino, un risveglio doloroso per gli amici di Marco che in silenzio lo hanno salutato per l'ultima volta nella camera ardente allestita all'obitorio. Oggi i funerali.

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