Il Tirreno

Grosseto

Il tesoro di mamma tartaruga

Sara Landi
<b>A RISCHIO SCOMPARSA </b>Tartarughe caretta caretta liberate nel Grossetano
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A RISCHIO SCOMPARSA Tartarughe caretta caretta liberate nel Grossetano

Una caretta-caretta curata a Grosseto ha le uova in grembo E la Maremma potrebbe ospitare un "parto" eccezionale

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 GROSSETO. L'ultima arrivata all'acquario comunale di Grosseto si chiama Karma, è una tartaruga Caretta caretta di 55 chili e dentro di sé custodisce un segreto che potrebbe far vivere alla Maremma un evento eccezionale: lo spettacolo delle uova che si schiudono sulla spiaggia e delle tartarughine neonate che raggiungono il mare. Proprio come accade nella spiaggia dell'Isola dei conigli a Lampedusa.  Cioè nell'ultimo paradiso delle tartarughe marine in pericolo di estinzione.  A raccontare la storia di Karma è il responsabile dell'acquario di Grosseto, il dottor Riccardo Sirna. «Karma è stata ritrovata lo scorso 16 marzo nel sacco della rete a strascico del motopesca "Provvidenza" di Salvatore Ubbriaco di Porto Santo Stefano. Era ancora viva ma presentava segni di asfissia e l'abbiamo presa in cura nel nostro acquario tenendola sotto osservazione». Non capita spesso di trovare esemplari adulti, e purtroppo tante tartarughe muoiono annegate e non possono essere curate. Ben presto si scopre però che Karma è una tartaruga in convalescenza ancora più speciale del solito. La scorsa settimana infatti il dottor Fabrizio Corridori, veterinario e socio del Club subacqueo, le ha fatto un'ecografia da cui risulta la presenza nell'ovaio di tante uova in fase di maturazione. «Una Caretta caretta ne produce normalmente fino a un centinaio - spiega Sirna - e il 95 per cento di quelle fecondate si schiude». Karma dunque è ormai ristabilita, prossima a essere liberata in mare e con un carico di uova da deporre. Tutto fa pensare che la nidificazione avvenga in una spiaggia della nostra provincia. I siti più adatti all'evento sono tre: la spiaggia della Giannella, quella dell'Uccellina nel Parco della Maremma e il litorale tra Principina e Rocchette.  «Sono le spiagge - spiega Sirna - con la granulometria più adatta per la nidificazione». Per sapere se, quando e soprattutto dove Karma deporrà le uova il suo percorso dopo la reimmissione in mare sarà monitorato con uno speciale trasmettitore satellitare in arrivo dalla Nuova Zelanda. «Gli apparecchi standard - dice Sirna - inviano un segnale in quei pochi secondi in cui la tartaruga sta a pelo d'acqua per respirare, mentre questo che stiamo aspettando invierà un segnale più forte quando la tartaruga esce dall'acqua». Ciò accade solo in un caso: quando l'animale va a deporre le uova. «Sarebbe davvero bello oltre che eccezionale poter assistere alla schiusa delle uova di una Caretta caretta sulle nostre spiagge». D'altronde nel campo del monitoraggio delle rotte delle tartarughe l'acquario comunale di Grosseto ha ormai una lunga esperienza. Dalla collaborazione con il dottor Paolo Luschi, che dirige il dipartimento di etologia dell'Università di Pisa e si occupa proprio di dinamiche migratorie e orientamento delle tartarughe marine, è nato infatti il progetto "Tartarughe bip-bip" per il monitoraggio degli esemplari liberati in mare. Dal 1993 a oggi l'acquario comunale ha recuperato e curato circa 200 Caretta caretta assistite da uno staff di volontari che si avvale della collaborazione di veterinari, biologi, naturalisti e studenti sotto la supervisione del dottor Sirna.

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