Il Tirreno

Grosseto

I proprietari citano i due Comuni

Claudio Bellumori
<b>FENIGLIA.</b> Alcune della casette che dovranno essere abbattute
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FENIGLIA. Alcune della casette che dovranno essere abbattute

Pronta la strategia: «Tutti insieme potremo avere l'usucapione»

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 ORBETELLO. «L'unione fa la forza». Questo il concetto rilanciato più volte venerdì sera durante l'incontro organizzato dall'associazione Amici di Feniglia. Come noto, il campo di gioco delle "casette" si è spostato nei tribunali.  La citazione contro i sindaci di Monte Argentario e Orbetello - per ora - è stata firmata da venti persone. Altri sessanta ci stanno seriamente pensando. Qualcuno di loro, per l'appunto, ha storto il naso. Altri, invece, stanno pian piano cambiando direzione. «Il terreno interessato - hanno detto - non è diviso, ma indiviso. Ci sono tutti i presupposti per far valere il diritto di usucapione, ma solo da parte di chi ha intentato causa ai Comuni. Chi non ha intenzione di mettere il suo nome in calce sulla causa, può benissimo cedere il capannello a parenti e amici o terzi». La storia ripetuta per più di due ore è sempre la stessa: chi in quelle casette ci ha trascorso una vita intera, estate dopo estate, gode del principio di usucapione. Le casette sono state realizzate su un terreno di proprietà del Comune senza però che l'Ente, pur avendole di fatto autorizzate, abbia mai rilasciato alcun documento. Erano gli anni '60 e da allora i termini sono ampiamente scaduti. La legge infatti stabilisce che chi ha l'utilizzazione di un immobile da vent'anni ne diventa il proprietario. Quei manufatti, sono lì da cinquant'anni. I proprietari delle casette della Feniglia che ora dovrebbero demolire quegli ex capannelli chiedono quindi che sia riconosciuta loro la proprietà. Tra l'altro, è di nuovo balzata la preoccupazione che l'area a ridosso di Cala Galera sia ambita "da un gruppo di compratori", perché è una zona ad alto coefficiente di pregio. Il sospetto è che, proprio lì, possa nascere un resort a cinque stelle. Idea che, allo stato delle cose, non sembra sia proprio campata in aria. «Le casette dovevano essere demolite l'anno scorso - hanno continuato - per cinque è toccata questa sorte, ora siamo a maggio e il grosso dei capannelli è ancora in piedi. E 'importante che tutti i proprietari capiscano questo concetto: ci sono tutte le premesse per sbandierare il diritto di usucapione». Gli ottanta proprietari, negli anni '60, hanno beneficiato del rilascio delle concessioni edilizie per la realizzazione di capannelli balneari su quel terreno. Poi, a metà anni '80, hanno chiesto al Comune di poter condonare quelle costruzioni. Il Comune rispose soltanto tre anni dopo, chiedendo alcuni documenti a sostegno di quella richiesta di condono. Documenti che, in alcuni casi, non sono stati prodotti. «L'Ente ci ha messo poi altri quindici anni - hanno ribadito i promotori della causa - prima di decidere di abbattere quelle casette che da cinquant'anni sono lì». I proprietari dei capannelli, qualche anno fa, fecero anche riscorso al Tar che però non concesse la sospensiva alle demolizioni. Le lettere sono arrivate e insieme alle lettere anche le ruspe che hanno già buttato giù alcuni di quei manufatti costruiti sulla spiaggia.

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