Sicurezza
Incontro con lassessore regionale Scaramuccia
«Chirurgia robotica non si tocca resterà al Misericordia»
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ASSESSORE. Scaramuccia 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. L'assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia a confronto con il sindaco Emilio Bonifazi sui temi del piano sanitario regionale e della sanità in Maremma. Il comitato elettorale di Bonifazi aveva organizzato, giovedì sera, un incontro dedicato alla sanità con l'assessore Scaramuccia. Il sindaco uscente ha colto l'occasione, davanti a medici, infermieri e dirigenti dell'Asl 9, per rintuzzare l'assessore e avere risposte precise su alcune questioni calde che attraversano la sanità maremmana. Innanzitutto la questione della chirurgia robotica. Il sindaco ha ricordato il primato che ha avuto Grosseto, con l'ospedale Misericordia, nell'avviare, ormai 10 anni fa, il percorso della chirurgia robotica applicata alla chirurgia generale. Per anni il Misericordia si è potuto avvalere della presenza di un'autorità indiscussa come il professor Pier Cristoforo Giulianotti. Bonifazi ha anche fatto notare che di recente un nuovo robot chirurgico è stato acquistato anche ad Arezzo e che Siena, come azienda universitaria, rivendica la propria centralità nella formazione. Insomma, il primo cittadino vorrebbe sapere da che parte sta la Regione e se, alla fine, Grosseto rischi di perdere il suo primato, visto che è a Grosseto la scuola di chirurgia robotica. L'assessore Scaramuccia è stata rassicurante. Da una parte ha messo in evidenza che la Regione sta investendo molto in innovazione un po' ovunque e poi ha sottolineato che un po' di sana concorrenza non può fare che bene. In ogni caso «la scuola di chirurgia robotica di Grosseto - ha detto - non è in discussione». Altro tema scottante è quello della rivoluzione che sta interessando gli ospedali grossetani dal gennaio scorso, con l'introduzione del modello per intensità di cure. L'assessore Scaramuccia ha rilevato che ovunque è stato applicato, in Toscana, ha dato buoni risultati. «Un cambiamento che può generare dei mal di pancia - ha detto - perché toglie potere ai primari, ma è un cambiamento necessario, da non affrontare con preoccupazione, perché mette al centro il paziente piuttosto che lo specialista e il suo reparto». (e.p.)
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