Il Tirreno

Grosseto

C'è una baby gang a Roccastrada

Gabriele Baldanzi
<b>VANDALI.</b> Sopra la colonnina abbattuta in Comune; a destra il cannocchiale che fu spaccato qualche mese fa
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VANDALI. Sopra la colonnina abbattuta in Comune; a destra il cannocchiale che fu spaccato qualche mese fa

Animali uccisi, vandalismi, piccole effrazioni

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 ROCCASTRADA. Sono sospettati di aver devastato un laboratorio artigiano nell'area ex Suore, di essersi introdotti in una casetta di campagna vicino al vecchio campo sportivo, di aver gettato una cucciolata di gattini da una rupe e ucciso un pappagallo a calci, fino a staccargli la testa. Nella casa di un'anziana deceduta da qualche giorno si racconta che - tra schiamazzi e risate - si siano preparati la cena con le provviste rimaste in dispensa prima di mettere a soqquadro l'appartamento.  Fabbrica di cronaca. Da oltre due anni Roccastrada fa parlare di sé per un gruppetto di ragazzi, quasi tutti minorenni, che periodicamente si lascia andare a danni, spregi, reati. C'è chi li chiama monelli, chi delinquenti. Di certo sono diventati una fabbrica di cronaca. Ad occuparsi di loro, fino ad oggi, più i giornali che le forze dell'ordine, "visto che - spiega il capitano Umberto Centobuchi - ai carabinieri della stazione di Roccastrada non sono state presentate fino ad oggi denunce mirate"; adesso, però - dopo gli ultimi episodi - i soliti ignoti sono finiti davvero nel mirino. La lista delle bravate è chilometrica. Una escalation iniziata nell'estate del 2009.  Identikit. Di giorno rispondono male, irridono, sporcano, si vendicano con i dispetti di chi prova, timidamente, a riprenderli. Di notte, protetti dal buio, le "canaglie" che animano il borgo di Roccastrada si inventano "giochi" nuovi: atti vandalici, zingarate. Qui, per colpire, non c'è una sera migliore delle altre. Tutte le giornate, evidentemente, sono noiose allo stesso modo. La colonna sonora si compone di bestemmie e rutti. A volte la brillante idea di filmarsi con il cellulare. Altre il pennarello nero o il coltellino che spuntano fuori per griffare panchine, muri, canali.  Un campionario di malefatte. Quella che agisce nel centro storico del capoluogo collinare ormai è un'autentica baby-gang, capace di colpire in ogni dove: un migliaio di euro di danno al binocolo appena installato dal Comune sulle terrazze del Collese, fioriere e balconi cannibalizzati, vetrine e portoni scambiati per vespasiani, coppette sulle vetture parcheggiate sotto le Rocche a causa dei palloncini pieni d'acqua tirati apposta, dall'alto. E poi gli animali uccisi (serpenti, gatti, pappagalli), straziati e fatti ritrovare apposta, in centro, probabilmente per attirare l'attenzione. Senza contare il doppio danno alla secolare scalinata di trachite del municipio, probabilmente compiuto con una moto.  Insomma un crescendo di malefatte, dove il confine tra vandalismo e ragazzata diventa sempre più difficile da tracciare.  Fermateli. In paese ora sono tanti quelli che hanno perso la pazienza. Se ne dibatte anche su Facebook, nelle pagine tematiche "Roccastrada-La New York della Maremma" (mai ironia fu più azzeccata...). D'altra parte si tratta di un fenomeno che, in questi termini, a Roccastrada era sconosciuto. Lo ammettono sconcertati gli stessi abitanti e commercianti del paese. "Fino a qualche mese fa - racconta una signora - il problema era stato confinato nell'alveo della maleducazione. Nonostante i cestini a disposizione gettavano tutto per terra, tiravano alle rondini e ai piccioni con le fionde, strappavano le piante dalle fioriere e orinavano ovunque. Adesso però i comportamenti fuori dalle regole si sono accentuati. Questi ragazzi spesso tirano le ore piccole senza alcun controllo da parte della famiglie. Ogni occasione è buona per fare il diavolo a quattro. A questo punto chi ha competenze sull'ordine pubblico (vigili o carabinieri) deve fare qualcosa. Subito».

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