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Grosseto

«Porto fortuna a Emilio»

<b>BONIFAZI. </b>Con l&#146;ex ministro Fioroni
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BONIFAZI. Con l’ex ministro Fioroni

L'ex ministro Fioroni parla di scuola

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 GROSSETO. Quasi in sovrapposizione a Casini, l'onorevole Giuseppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd e già ministro dell'Istruzione, ha incontrato nel quartier generale di Bonifazi, sindacalisti e docenti per parlare del futuro della scuola, della riforma Gelmini, ma soprattutto della notizia, fresca fresca, dell'assunzione di 65 mila precari nel prossimo triennio.  Al suo fianco due "insegnanti" in politica: Emilio Bonifazi, appunto, e il consigliere regionale Lucia Matergi.  Ma Fioroni non si è sottratto alle domande sul quadro politico locale: «Ero già venuto 5 anni fa. A Emilio Bonifazi avevo portato bene. Sono certo che sarà sindaco subito, perché ha lavorato con impegno, ha saputo ben seminare, come dimostra il fatto che quasi tutti gli avversari di 5 anni fa oggi sono nelle liste che lo sostengono. Quella con l'Udc è un alleanza che ha prospettiva e che personalmente mi sento di benedire».  Poi di nuovo la scuola: «La crisi che sta vivendo il Paese - ha detto Fioroni - affida alla scuola un ruolo ancora più centrale e decisivo, una missione che spesso viene oscurata dall'attualità, dal dramma dei precari, considerati il problema della scuola. Uomini e donne che rappresentano una risorsa decisiva e non invece un peso come, purtroppo, qualcuno vorrebbe far credere. È il sistema precarizzante il vero problema. La riapertura delle graduatorie permanenti (pessimo sistema di reclutamento degli insegnanti) ha aggravato il quadro, alimentando quella che io definisco una fabbrica delle illusioni. Ma oltre alla grave questione precarietà, io credo che il dibattito sulla scuola, anche nel centrosinistra, debba e possa tornare ad avere un respiro più ampio. Ecco allora, secondo me, l'urgenza di un diverso sistema sia di formazione che di reclutamento». Infine l'attacco al Governo Berlusconi: «La riforma Gelmini, l'unica vera riforma di Destra, sta cambiando la missione della scuola pubblica puntando esclusivamente su quello che dà competenza e sapere. Ma non basta. Il pensiero del Pd è che, accanto alla professionalizzazione per entrare nel mondo del lavoro, sia mantenuta quella funzione educatica che ha reso la nostra scuola pubblica migliore. Si va invece nella direzione di una scuola a due velocità, che - in base al reddito delle famiglie - produrrà giovani cittadini e professionalità di serie A e B». (gb)

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