Il Tirreno

Grosseto

Decollano i falchi anti-piccione

Sara Landi
Decollano i falchi anti-piccione

I rapaci verranno utilizzati in modo incruento per contrastare le colonie di piccioni del centro storico, partendo dal Cassero.

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Ieri pomeriggio grandi e piccini tutti col naso all'insù in piazza Dante. Il gruppo dei Falconieri di Maremma ha portato in centro falchi e poiane per un primo volo dimostrativo.

Come già aveva anticipato Il Tirreno grazie a una convenzione tra l'associazione e il Comune i rapaci verranno utilizzati in modo incruento per contrastare le colonie di piccioni del centro storico, partendo dal Cassero. «Useremo i falchi per i voli diurni - spiega Gianluca Barone, responsabile del gruppo - mentre le poiane per quelli notturni perché sono in grado di volare anche al buio.

L'obiettivo è creare uno stress ai piccioni e costringerli ad allontanarsi dai loro nidi abituali e un rapace che vola di notte è il massimo del panico per i piccioni». Un metodo dunque naturale che si basa su dinamiche comportamentali. «L'azione è di dissuasione - spiega ancora Barone - Dove c'è il predatore non c'è il piccione, è una legge di natura». E infatti non appena ieri pomeriggio il primo dei rapaci ha spiccato il volo dal braccio del suo falconiere qualche cambiamento "ai piani alti" si è registrato immediatamente con alcuni piccioni che prima si sono messi sul chi va là sui cornicioni per poi darsi alla fuga.

Mentre falchi e poiane volteggiavano maestosi o tornavano dai loro addestratori con il richiamo della voce o di un pezzo di carne. Uno spettacolo insolito che non poteva non attirare la curiosità di chi era in piazza, soprattutto dei più piccoli che hanno fatto tante domande ai falconieri mentre qualcuno più temerario allungava le mani per toccarli, cosa che i rapaci però non gradiscono. «Ci siamo affidati ai Falconieri di Maremma per questo progetto innovativo - spiega l'assessore all'Ambiente Giuseppe Monaci in piazza ieri per assistere al volo dimostrativo - perché la loro filosofia è quella di riabilitare animali feriti che vengono messi in condizione di tornare a volare e a cacciare».

Lo conferma Luca Bececco, presidente di "Progetto Migratoria": «Un centro di recupero tradizionale nutre e cura il volatile ferito mentre un centro di riabilitazione come quello che vogliamo sta nascendo a Roselle rieduca funzionalmente l'animale e lo rimette in condizione di predare usando le antiche tecniche della falconeria come l'hacking».
Il bird control praticato dai falconieri è un tipo di intervento mirato perché i voli vengono fatti laddove si registra la maggior densità di uccelli sgraditi da allontanare e rappresenta una novità assoluta per Grosseto. «E' chiaro che in questi casi conta anche la frequenza e la ripetizione degli interventi - spiega l'assessore Monaci - e l'efficacia si potrà vedere solo nel tempo». Non a caso il progetto prevede una prima fase di voli diurni e notturni cui seguirà un nuovo censimento dei piccioni per verificare i risultati raggiunti.

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