Sicurezza
Castell'Azzara, no alla pluriclasse
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SINDACO MAMBRINI dovrà combattere i tagli della scuola nelle aree montane Documento consiliare per assicurare disponibilità dei docenti
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CASTELL'AZZARA. Si ribella e punta i piedi contro l'istituzione della pluriclasse. Il sindaco Marzio Mambrini l'aveva già annunciato da tempo che sarebbe riesploso il problema scuola, accanto a quelli, endemici, delle poste e non solo. E così è stato ed è ufficiale. Il decreto Gelmini non manca di penalizzare il comune amiatino, che si troverà, dal prossimo anno, ad avere la piaga più temuta, quella delle pluriclassi. Il fatto di essere zone montane, periferiche, già disagiate per mille altri motivi proprio non pare contare nulla. E neppure la provocazione che l'anno scorso misero in piedi ragazzi e genitori, con orecchie d'asino indossate dagli studenti contro il decreto Gelmini, è nel dimenticatoio. La sforbiciata sulla scuola pubblica castell'azzarese pare non potersi evitare. Così, all'unanimità, il consiglio comunale del borgo ha votato un documento che impegna il sindaco e l'assessore all'istruzione a sollecitare, a partire dal tavolo di concertazione provinciale, fino all'ufficio scolastico regionale, la opportuna flessibilità nella concessione del numero delle classi e assicuri l'incremento della disponibilità organica dei docenti, evitando l'istituzione della pluriclasse. Ad attivarsi politicamente affinché la Regione Toscana ottenga al più presto nuove competenze anche in materia di organizzazione dell'Istruzione, per determinare con criteri appropriati e differenziati gli organici dei docenti ed una scuola di qualità anche nelle aree montane. Favorendo così la permanenza dei docenti nel corso degli anni nella medesima scuola e creando un fronte democratico di sostegno istituzionale e sociale per impedire la demolizione della scuola pubblica a vantaggio della privata. F.B.
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