Il Tirreno

Grosseto

Asl, è scoppiata la guerra dei bar

Lorenzo Santorelli
Asl, è scoppiata la guerra dei bar

Finisce in tribunale la revoca del contratto di appalto per la mensa

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GROSSETO. Battaglia legale a colpi di carte bollate e ricorsi tra l'Asl 9 e il Cral. Pomo della discordia è la gestione degli spacci alimentari all'interno degli ospedali Misericordia e Pizzetti. Nei locali dei due presidi, rispettivamente di 70 e 50 metri quadrati, esistono da anni dei punti di ristoro e bar riservati ai dipendenti. La loro gestione è affidata al Circolo ricreativo aziendale dei lavoratori che, a sua volta, li ha subaffittati a due aziende con contratti di affitto. Oggi la Usl vuole rimpossessarsi di quei locali ma le ditte non vogliono andare via. A favore dell'Azienda sanitaria gioca una sentenza del Tar che accertando "la natura concessoria del rapporto intercorso tra la ricorrente ed il Cral, dichiara cessato il rapporto medesimo" restituendo di fatto i locali all'azienda. Questo sarebbe dovuto accadere dal 1 aprile dell'anno scorso se il Cral e le due società subappaltatrici, La Butteroni Roberto & C. e la Pernazza Alessio, non si fossero opposti. La Usl dal 1995 ha ceduto in locazione al Cral, per un canone annuo di circa 14 milioni delle vecchie lire, i due immobili per la gestione del locale di ristoro riservato ai dipendenti. Il contratto della durata di quattro anni prevedeva la possibilità di proroga annuale, in assenza di disdetta da parte di uno dei contraenti. Nel 1998 il Cral ha stipulato un contratto di affitto quinquennale con la Butteroni & C. per la gestione dello spaccio aziendale del Misericordia. Anche in questo caso vige la proroga tacita di cinque anni in cinque anni e l'ultimo contratto è stato rinnovato nel 2008, ad un costo di affitto annuo di 25.000 euro, con scadenza 2013. Se non fosse che l'articolo 4 del contratto prevede che lo stesso debba intendersi risolto in caso di revoca, da parte della Usl, della disponibilità dei locali. Nella sentenza del Tar viene sottolineato come la Usl già nel 2005 avesse comunicato al Cral la volontà di revocare la cessione del locale, in considerazione del fatto che nel contratto non fosse prevista la facoltà di sub concessione ad altre aziende. «Se il Cral mi avesse detto che il suo contratto con la Usl era scaduto nel 2005 - obietta Roberto Butteroni - io a mia volta non avrei rinnovato il contratto con il Cral. Sta di fatto che la Usl stessa ha accettato che le cose continuassero ad andare avanti così per altri anni». Nel 2009 il Cral ha subaffittato, a 15.600 euro annui fino al dicembre 2011, anche lo spaccio aziendale dell'ex ospedale Pizzetti alla ditta di Alessio Pernazza. Occorre fare dei distinguo tra le due situazioni perché, come confermato dalla Usl e dallo stesso Pernazza, «l'intenzione è quella di stipulare un nuovo contratto di affitto», mantenendo lo status quo ma senza l'intermediazione del Cral. «In ogni caso - assicura Pernazza - non mi rivarrò contro il Cral con il quale mi sono sempre trovato bene. Se dovremo relazionarci direttamente con la Usl per noi non è un problema, basta che finisca questa situazione». Più problematica è invece la situazione dello spaccio al Misericordia. La ditta Butteroni, che ha firmato un contratto con il Cral fino al 2013, non ha nessuna intenzione di lasciare i locali. Il Tar nella sua sentenza sottolinea come questi «sono destinati ad un pubblico servizio e rientrano come tali nel patrimonio indisponibile di proprietà della Usl», quindi nonostante "l'errata convinzione" da parte del Cral di aver stipulato con la Usl un contratto civilistico, in realtà si è trattato soltanto di una concessione di beni e come tale revocabile. Il Cral, in quanto concessionaria dei locali, ha obiettato che lo sgombero riguardasse solo le ditte ma il giudice ha respinto la richiesta. Preso atto dell'impossibilità di continuare a gestire i due spacci, il Cral si trova ora nella difficile posizione, in quanto cofirmataria dei contratti di affitto con la ditta Butteroni, di convincere quest'ultima a lasciare il Misericordia. Per questo motivo il Cral si è appellato all'articolo 700 del codice di procedura civile per avere il rilascio del bar. Ieri c'è stata una prima udienza e la sentenza è prevista per il 19 maggio. «Aspettiamo che la decisione del tribunale - dice Francesco Gherardi, direttore amministrativo della Usl 9 - ci permetta di tornare in possesso dei locali. Per lo spaccio del "Pizzetti" pensiamo di arrivare alla naturale scadenza del contratto (31/12/2011 ndr), poi vedremo. Per quello del "Misericordia" c'è un bando di gara in corso che dovrebbe concludersi tra circa tre mesi, successivamente valuteremo sul da farsi». Butteroni prima ribatte che «se ce lo permetteranno, noi parteciperemo al bando», poi allude a «dei parametri richiesti che potrebbero essere talmente elevati da essere rispettati solo da alcune cooperative amiche. A quel punto vorrà dire che undici persone si troveranno senza lavoro». «Spero che l'azienda rispetti i patti inerenti la tessera sociale, che garantisce ai dipendenti prezzi scontati, e l'occupazione del personale fino ad oggi impiegato - dice Avio Lombardi, presidente del Cral della Usl 9 - Sebbene cambi gestione, sarebbe sbagliato mandare a casa persone che sono in quel posto da anni e sanno come si lavora. Resta comunque l'amarezza perché da vent'anni presiedo il Cral e adesso, per la prima volta, i nostri soci non avranno più un loro bar».

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