Sicurezza
La proposta della Sinistra e dei Verdi nel programma della Citerni
«Un centro per i giovani nell'ex canottaggio di Istia»
Sara Landi
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NEL DEGRADO. Lex centro di canottaggio di Istia 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Ristrutturare l'ex centro di canottaggio di Istia d'Ombrone da anni abbandonato per farne un centro di aggregazione giovanile. È la proposta della Federazione della Sinistra - Verdi, sposata nel suo programma dalla candidata Cristina Citerni che l'ha presentata insieme a Maurizio Zaccherotti, all'assessore alle politiche giovanili Simone Ferretti e a Renato Cavarretta, presidente dei Giovani comunisti, tutti candidati alle prossime elezioni. Zaccherotti ricostruisce l'ultimo capitolo della lunga vicenda del centro di canottaggio: «A ottobre scorso il Comune di Grosseto lo ha messo all'asta per 723mila euro nell'ambito del piano delle alienazioni di immobili comunali ma l'asta è andata deserta». Nessuno ha manifestato interesse per quel fabbricato con tanto di campi da tennis in stato di abbandono, un luogo, osserva Citerni, «non appetibile al privato perché non si presta a speculazione edilizia». «Abbiamo studiato soluzioni alternative - prosegue Zaccherotti - e ottenuto che nel regolamento urbanistico il centro fosse inserito tra gli stabili da recuperare e da destinare ad attività ricreative per i giovani. In questo modo è possibile dotare la città di un centro di aggregazione giovanile che a Grosseto manca, recuperare un bene comunale fatiscente e far uscire la frazione dall'isolamento». Malgrado lo stato di abbandono dovuto anche al fatto che è accessibile a chiunque lo stabile a livello di strutture portanti è in buone condizioni. «Non è mai stata fatta una perizia - spiega Zaccherotti - ma crediamo che 400mila euro siano sufficienti per i lavori strutturali e di ripristino». Una volta recuperata la struttura potrebbe ospitare uno spazio multifunzionale per giovani dai 14 ai 30 anni dove organizzare feste e iniziative pubbliche, concerti, attività sportive e ricreative, doposcuola e ripetizioni, percorsi di integrazione multiculturale e di accompagnamento in situazioni di disagio sociale. Al progetto Cristina Citerni attribuisce un doppio significato: «Si tratta di un'opera importante per restituire ai giovani qualcosa che è della collettività ma lo è anche perché troppo spesso ci chiediamo quanto costano le cose ma non quanto valgono. E' chiaro che l'intervento avrà un costo ma ha un costo anche lasciare nel degrado un patrimonio pubblico. Invece domandiamoci che valore può avere dare ai giovani un luogo dove incontrarsi». Dell'utilità di progetti del genere per il rilancio delle frazioni ha parlato ieri anche un altro candidato al consiglio comunale della Federazione della sinistra, Luigino Brezzi, forte della sua esperienza di presidente di circoscrizione a Marina. «Le frazioni rischiano l'abbandono e ben vengano dunque progetti di lungo termine e di ampio respiro come questo - ha commentato Brezzi - Anche a Marina ci siamo incamminati su questa strada del recupero di luoghi simbolo come ad esempio con il progetto della fortezza leopoldina e del parco della salute in pineta».
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