Attenzione
Stefano Viviani contro tutti
Paola Villani
Bordate alla Baldi e due consiglieri: «Non pagano le tasse»
3 MINUTI DI LETTURA
La vendetta è un piatto che va servito freddo, lo sa bene Stefano Viviani. Dopo due mesi il tiro è stato ben calibrato e ora l'ex vice sindaco sa dove mirare e che cosa o meglio chi vuole colpire. E lo fa senza remore e senza lasciare nulla di sottointeso. Viviani racconta di un'amministrazione guidata esclusivamente dai dirigenti, dove non esistono linee politiche, dove la chiacchiera ha più valore della progettualità. E non solo. L'ex vice getta una bomba pure sull'assise più importante, il consiglio, raccontando un episodio sintomatico accaduto in giunta. «Il sindaco riferì in giunta che vi erano due consiglieri morosi nel pagamento di tasse comunali - racconta l'ex vice - con alcuni assessori suggerimmo di rendere pubblica la questione per motivi di trasparenza e moralità.
Ciò nonostante la cosa si è persa nella nebbia; passati ormai diversi mesi, il sindaco non ci ha fatto sapere più niente. Ma come, abbiamo fatto emergere le problematiche legate alle irregolarità dei villaggi turistici e la Baldi non ritiene opportuno fare altrettanto con chi rappresenta i cittadini follonichesi? Mi auguro che la Baldi sia stata male informata». Per due anni lui è stato fianco a fianco con il sindaco. E allora perché parlare solo adesso? Pura vendetta? «Ci sono due ragioni fondamentali. Innanzitutto dovevo apprendere il funzionamento della macchina amministrativa. In secondo luogo per etica professionale sono abituato a non portare all'esterno le pur aspre critiche avanzate all'interno della squadra.
In generale mi trovavo molto a disagio per alcune importanti questioni di metodo: le frequenti riunioni caotiche senza ordini del giorno, la mancanza di pianificazione, l'assenza di una visione strategica, l'importanza attribuita al chiacchiericcio (come fosse un canale rappresentativo di comunicazione), le decisioni estemporanee prese sull'onda dell'emotività. Inoltre, la mancanza di autorevolezza ci ha sempre più portato a delegare la vera gestione della città alla struttura e oggi il direttore generale e alcuni dirigenti hanno un'eccessiva discrezionalità politica». Rappresentative le decisioni prese sui villaggi e sulla pista, che non hanno seguito, sempre a detta dell'ex, una linea politica ma sono arrivate direttamente dagli uffici. «Sul caso dei villaggi turistici e della Pista dei Pini, la giunta non hai mai preventivamente discusso con l'approfondimento necessario.
La giunta rischia di essere troppo assorbita dalla gestione delle contingenze, indebolendo la sua funzione di progettualità e cambiamento. Infatti, in due anni non si è fatto alcunché di nuovo nella struttura della città: il piano del traffico, il regolamento urbanistico, la ristrutturazione dell'area ex Ilva, la raccolta differenziata sono iniziative nate e sviluppate durante la precedente amministrazione. Molte carenze anche sul piano della comunicazione che non fluisce con metodo ed è spesso ridotta ad una mera informazione su decisioni già prese: coi consiglieri di maggioranza, coi partiti della coalizione e persino all'interno della giunta».
Ciò nonostante la cosa si è persa nella nebbia; passati ormai diversi mesi, il sindaco non ci ha fatto sapere più niente. Ma come, abbiamo fatto emergere le problematiche legate alle irregolarità dei villaggi turistici e la Baldi non ritiene opportuno fare altrettanto con chi rappresenta i cittadini follonichesi? Mi auguro che la Baldi sia stata male informata». Per due anni lui è stato fianco a fianco con il sindaco. E allora perché parlare solo adesso? Pura vendetta? «Ci sono due ragioni fondamentali. Innanzitutto dovevo apprendere il funzionamento della macchina amministrativa. In secondo luogo per etica professionale sono abituato a non portare all'esterno le pur aspre critiche avanzate all'interno della squadra.
In generale mi trovavo molto a disagio per alcune importanti questioni di metodo: le frequenti riunioni caotiche senza ordini del giorno, la mancanza di pianificazione, l'assenza di una visione strategica, l'importanza attribuita al chiacchiericcio (come fosse un canale rappresentativo di comunicazione), le decisioni estemporanee prese sull'onda dell'emotività. Inoltre, la mancanza di autorevolezza ci ha sempre più portato a delegare la vera gestione della città alla struttura e oggi il direttore generale e alcuni dirigenti hanno un'eccessiva discrezionalità politica». Rappresentative le decisioni prese sui villaggi e sulla pista, che non hanno seguito, sempre a detta dell'ex, una linea politica ma sono arrivate direttamente dagli uffici. «Sul caso dei villaggi turistici e della Pista dei Pini, la giunta non hai mai preventivamente discusso con l'approfondimento necessario.
La giunta rischia di essere troppo assorbita dalla gestione delle contingenze, indebolendo la sua funzione di progettualità e cambiamento. Infatti, in due anni non si è fatto alcunché di nuovo nella struttura della città: il piano del traffico, il regolamento urbanistico, la ristrutturazione dell'area ex Ilva, la raccolta differenziata sono iniziative nate e sviluppate durante la precedente amministrazione. Molte carenze anche sul piano della comunicazione che non fluisce con metodo ed è spesso ridotta ad una mera informazione su decisioni già prese: coi consiglieri di maggioranza, coi partiti della coalizione e persino all'interno della giunta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
