Attenzione
LA VEGLIA
Una comunità in preghiera per Santarelli
Antonello Carrucoli
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IL VESCOVO. Guglielmo Borghetti ha pregato a Pitigliano per il carabiniere in coma 2 MINUTI DI LETTURA
PITIGLIANO. Lunedì sera nella chiesa di Santa Maria Assunta, dove si è celebrata la veglia per il carabiniere Antonio Santarelli, la profondità e l'intensità della preghiera hanno coinvolto le oltre 300 persone presenti con profonde e indelebili emozioni. «Quasi mi rincresce di parlare - ha detto nel suo intervento il vescovo Guglielmo Borghetti - per non interrompere questo clima di preghiera che si è creato; per noi cristiani la preghiera è lo strumento più efficace per comunicare con Dio: la preghiera è il timone del mondo e della storia. Questa sera potremmo fare tanti bei discorsi sul male, sulla violenza, sulle problematiche giovanili, commentare i pensieri di tutti quegli esperti che hanno sempre le risposte pronte a tutto, anche di fronte agli eventi più complessi e misteriosi da spiegare. In realtà il vero mistero della vita ha un nome ed un cognome: Gesù Cristo. Colui che sa cosa fare di veramente buono è Dio, quindi affidiamoci a lui, completamente, con la preghiera». Alla veglia c'era un paese intero stretto intorno ai familiari del carabiniere che lotta ancora tra la vita e la morte. Ha parlato Claudia, la moglie di Antonio, con una serenità ed una forza che soltanto una profonda fede può donare. «Ringrazio tutti per le continue testimonianze di affetto che mi state dando: l'arma dei carabinieri, il vescovo, i sacerdoti, voi che continuamente mi chiamate e mi mandate messaggi. Devo dirvi che provo tanta tristezza quando andando alla messa vedo la chiesa quasi vuota; mi chiedo: Signore, ma perchè? Perchè gli uomini non aprono un po' il loro cuore al tuo messaggio? Non lo sentite che pace c'è qua dentro? Questa sera siamo tantissimi; vi prego, facciamo che non si tratti solo di un episodio, un'eccezione. Continuiamo a pregare, perchè la preghiera è il vero respiro dell'anima».
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