Il dolore
Sconvolto dalla botta in testa
Lorenzo Santorelli Francesca Gori
◗
RICERCHE IN CORSO. Parenti e amici stanno cercando Daniele Nucci che si è allontanato domenica con un Fiorino FiatUn incidente avrebbe spinto Daniele Nucci ad allontanarsi
5 MINUTI DI LETTURA
BRACCAGNI. «Un mese fa mentre era al lavoro un ramo gli cadde in testa, fu una botta violenta ed uscì parecchio sangue ma lui non volle farsi visitare. Da allora ogni tanto era un po' pensieroso ed assente ma aveva continuato ad essere una persona vitale, senza dare segnali di depressione. Quando mia madre gli chiedeva se c'era qualcosa che non andava, lui rispondeva che era tutto a posto». Angosciata ma lucida, «parlo volentieri con i giornali affinché diffondano foto e notizie utili a ritrovare mio padre, basta che non scrivano falsità come la storia dell'sms con il quale avrebbe comunicato di star bene lontano dalla famiglia», Alice, la figlia venticinquenne di Daniele Nucci, non si dà pace per la scomparsa del padre.
«Una settimana fa aveva prenotato persino un viaggio alle Maldive, ci parlava del progetto di comprare una moto nuova e anche per il primo maggio era stato il più attivo ad organizzare la giornata». E invece la mattina del primo maggio Daniele Nucci non era più a casa. Era uscito all'alba, quella mattina, portando via con sè il fucile. «Sono tornata nella notte, non ricordo precisamente quando, e mia madre era ancora sveglia. Mi ha salutato dalla camera da letto e lei è sicura che papà fosse ancora lì. Poche ore dopo mio zio viene a casa preoccupato perché papà non rispondeva alle chiamate mentre mamma era convinta che fosse con lui».
Un allontanamento tra gli ultimi rigurgiti della notte e le prime luci dell'alba che forse potrebbe essere riconducibile proprio a quell'incidente durante il suo lavoro di boscaiolo. «La botta in testa può aver influito non so se da un punto di vista neurologico o psicologico - dice la figlia - La sera prima della scomparsa papà aveva parlato con suo fratello e con un amico dicendo che l'unico modo per proteggere i suoi cari era sparire. Loro lo avevano tranquillizzato e finalmente anche lui si era convinto ad andare in ospedale per una tac». L'appuntamento l'avrebbe preso qualche giorno dopo, forse già il lunedì, per valutare se davvero quel colpo in testa aveva provocato qualche problema neurologico.
O se invece, quella botta, aveva riportato alla mente di Daniele altri lutti che avevano colpito la sua famiglia. Un malessere, comunque, che potrebbe aver squarciato inaspettatamente la serenità familiare del boscaiolo, tanto da spingerlo a salire sul suo Fiorino Fiat e allontanarsi da casa. «I miei genitori sono felicemente sposati da venticinque anni - racconta Alice - papà si è sempre detto orgoglioso di me e di mio fratello. Anche nell'ultimo incontro con mio zio e un loro amico aveva detto che la nostra è una famiglia perfetta ma per proteggerci sarebbe dovuto andare via di casa. Non so perché ha fatto questo gesto nè per quale motivo ha detto all'amico di prendersi cura di noi».
Una versione che Andrea Nucci, zio di Alice e fratello di Daniele, non vuole confermare né smentire. «Prima di capire le cause per le quali è sparito, cerchiamo di capire dove è andato» dice nel pomeriggio mentre è impegnato in prima persona nelle ricerche. «Stamattina (ieri ndr) i carabinieri ci hanno riconvocato per sapere come era vestito, se aveva segni particolari come tatuaggi o altro - racconta ancora Alice - non so se loro pensano di ritrovarlo morto o vivo, in ogni caso io non credo ad una fuga volontaria». Ci sono conferme che mancano, ci sono voci che si rincorrono, in questa scomparsa. «Un'altra bugia che è stata scritta è che qualcuno lo avrebbe visto fare benzina, allora ci dicano dove e quando - dice la ragazza - In questo modo si depistano solo le ricerche. Papà si è allontanato senza soldi e senza documenti per questo siamo convinti che sia qui vicino».
Le ricerche a terra sono state interrotte dopo che vigili del fuoco, corpo forestale, soccorso alpino e protezione civile hanno scandagliato i boschi nella parte settentrionale della provincia di Grosseto. Anche due elicotteri, uno dei vigili del fuoco di Arezzo e l'altro della forestale, hanno sorvolato infruttuosamente la zona per tutta la giornata di domenica e per buona parte del lunedì. Ma amici e parenti non si danno per vinti. «Stando fermi non si risolve niente, per questo noi continuiamo a battere la zona nella speranza di ritrovarlo - dice ancora la figlia - Papà è una persona molto conosciuta ed in tanti gli vogliono bene. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti i volontari, conosciuti e non, che in queste ore ci stanno dando una mano». Le indagini di carabinieri, invece, si stanno concentrando sul Fiat Fiorino Bianco utilizzato da Nucci per allontanarsi. La targa è stata diffusa alle prefetture di tutta Italia e gli inquirenti sono convinti che la risoluzione del caso possa arrivare grazie al ritrovamento del mezzo. Su facebook, intanto, continuano ad arrivare messaggi da ogni parte della provincia. Le ricerche, ieri, si sono concentrate nella zona di Castiglione della Pescaia.
Daniele Nucci, quando è uscito da casa, aveva indosso abiti da lavoro: pantaloni militari, una maglia nera a mezze maniche e un giubbotto militare. I suoi amici e i suoi parenti continuano a battere i boschi della provincia palmo a palmo. E sulla pagina dell'evento creato su Facebook, alla voce "Troviamo Daniele", sono già iscritte oltre 600 persone. Nessuna segnalazione utile, almeno a ieri pomeriggio. Ma tanti spunti per le ricerche che si stanno espandendo a macchia d'olio soprattutto nelle zone collinari: da Roccastrada a Punta Ala, dai boschi di Castiglione a quelli di Montieri. Una mano arriva anche da fuori provincia. Il tam tam, almeno quello virtuale, è cominciato. Ora serve solo una traccia. Almeno il Fiorino utilizzato per allontanarsi.
«Una settimana fa aveva prenotato persino un viaggio alle Maldive, ci parlava del progetto di comprare una moto nuova e anche per il primo maggio era stato il più attivo ad organizzare la giornata». E invece la mattina del primo maggio Daniele Nucci non era più a casa. Era uscito all'alba, quella mattina, portando via con sè il fucile. «Sono tornata nella notte, non ricordo precisamente quando, e mia madre era ancora sveglia. Mi ha salutato dalla camera da letto e lei è sicura che papà fosse ancora lì. Poche ore dopo mio zio viene a casa preoccupato perché papà non rispondeva alle chiamate mentre mamma era convinta che fosse con lui».
Un allontanamento tra gli ultimi rigurgiti della notte e le prime luci dell'alba che forse potrebbe essere riconducibile proprio a quell'incidente durante il suo lavoro di boscaiolo. «La botta in testa può aver influito non so se da un punto di vista neurologico o psicologico - dice la figlia - La sera prima della scomparsa papà aveva parlato con suo fratello e con un amico dicendo che l'unico modo per proteggere i suoi cari era sparire. Loro lo avevano tranquillizzato e finalmente anche lui si era convinto ad andare in ospedale per una tac». L'appuntamento l'avrebbe preso qualche giorno dopo, forse già il lunedì, per valutare se davvero quel colpo in testa aveva provocato qualche problema neurologico.
O se invece, quella botta, aveva riportato alla mente di Daniele altri lutti che avevano colpito la sua famiglia. Un malessere, comunque, che potrebbe aver squarciato inaspettatamente la serenità familiare del boscaiolo, tanto da spingerlo a salire sul suo Fiorino Fiat e allontanarsi da casa. «I miei genitori sono felicemente sposati da venticinque anni - racconta Alice - papà si è sempre detto orgoglioso di me e di mio fratello. Anche nell'ultimo incontro con mio zio e un loro amico aveva detto che la nostra è una famiglia perfetta ma per proteggerci sarebbe dovuto andare via di casa. Non so perché ha fatto questo gesto nè per quale motivo ha detto all'amico di prendersi cura di noi».
Una versione che Andrea Nucci, zio di Alice e fratello di Daniele, non vuole confermare né smentire. «Prima di capire le cause per le quali è sparito, cerchiamo di capire dove è andato» dice nel pomeriggio mentre è impegnato in prima persona nelle ricerche. «Stamattina (ieri ndr) i carabinieri ci hanno riconvocato per sapere come era vestito, se aveva segni particolari come tatuaggi o altro - racconta ancora Alice - non so se loro pensano di ritrovarlo morto o vivo, in ogni caso io non credo ad una fuga volontaria». Ci sono conferme che mancano, ci sono voci che si rincorrono, in questa scomparsa. «Un'altra bugia che è stata scritta è che qualcuno lo avrebbe visto fare benzina, allora ci dicano dove e quando - dice la ragazza - In questo modo si depistano solo le ricerche. Papà si è allontanato senza soldi e senza documenti per questo siamo convinti che sia qui vicino».
Le ricerche a terra sono state interrotte dopo che vigili del fuoco, corpo forestale, soccorso alpino e protezione civile hanno scandagliato i boschi nella parte settentrionale della provincia di Grosseto. Anche due elicotteri, uno dei vigili del fuoco di Arezzo e l'altro della forestale, hanno sorvolato infruttuosamente la zona per tutta la giornata di domenica e per buona parte del lunedì. Ma amici e parenti non si danno per vinti. «Stando fermi non si risolve niente, per questo noi continuiamo a battere la zona nella speranza di ritrovarlo - dice ancora la figlia - Papà è una persona molto conosciuta ed in tanti gli vogliono bene. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti i volontari, conosciuti e non, che in queste ore ci stanno dando una mano». Le indagini di carabinieri, invece, si stanno concentrando sul Fiat Fiorino Bianco utilizzato da Nucci per allontanarsi. La targa è stata diffusa alle prefetture di tutta Italia e gli inquirenti sono convinti che la risoluzione del caso possa arrivare grazie al ritrovamento del mezzo. Su facebook, intanto, continuano ad arrivare messaggi da ogni parte della provincia. Le ricerche, ieri, si sono concentrate nella zona di Castiglione della Pescaia.
Daniele Nucci, quando è uscito da casa, aveva indosso abiti da lavoro: pantaloni militari, una maglia nera a mezze maniche e un giubbotto militare. I suoi amici e i suoi parenti continuano a battere i boschi della provincia palmo a palmo. E sulla pagina dell'evento creato su Facebook, alla voce "Troviamo Daniele", sono già iscritte oltre 600 persone. Nessuna segnalazione utile, almeno a ieri pomeriggio. Ma tanti spunti per le ricerche che si stanno espandendo a macchia d'olio soprattutto nelle zone collinari: da Roccastrada a Punta Ala, dai boschi di Castiglione a quelli di Montieri. Una mano arriva anche da fuori provincia. Il tam tam, almeno quello virtuale, è cominciato. Ora serve solo una traccia. Almeno il Fiorino utilizzato per allontanarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
