Gioco
Fabio Mussi a fianco di Cristina Citerni critica lalleanza con lUdc
«Il Pd capirà l'errore che ha fatto Il loro laboratorio non ha un futuro»
Lorenzo Santorelli
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MUSSI. Qui con Cristina Citerni 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Le prossime elezioni coinvolgeranno circa 1400 comuni. Nella stragrande maggioranza il Pd è alleato con la sinistra, quindi con Sel, mentre a Grosseto sta facendo un laboratorio. Il risultato delle elezioni diciamo che dovrà "sconsigliare" al Pd questi esperimenti». Sceglie una metafora "accademica" Fabio Mussi, presidente del comitato scientifico di Sinistra ecologia e libertà ed ex ministro dell'università. Una metafora per indicare con chiarezza la rotta delle prossime amministrative. Affiancato dalla candidata sindaco Cristina Citerni, dal vicepresidente della Provincia Marco Sabatini e dal coordinatore provinciale Davide Buzzetti, Mussi si è rivolto agli elettori grossetani senza giri di parole. «I risultati di ogni Comune verranno osservati con la lente di ingrandimento ed avranno una valenza politica. Prendendo certe strade rischiamo di romperci tutti la testa». In caso di ballottaggio «se non dovesse esserci Citerni, chi vorrà i nostri voti dovrà venire a chiederceli» mentre per quanto riguarda la Provincia, dove Sel appartiene alla coalizione di governo, «non ci saranno ripercussioni. Un buon risultato da parte nostra non comporterà una fuoriuscita di Sel ma si spera che riporti altri nell'alveo del centrosinistra. Del resto si tratta di seguire la linea tracciata dal governatore Rossi che amministra la regione con noi e non con altri». «Il nostro è un riformismo radicale - gli fa eco Sabatini - seguendo l'azione coerente e lungimirante del modello Vendola e del socialismo europeo». «La presenza di Mussi - ha incalzato la candidata Cristina Citerni - è il segnale che Sel a livello nazionale appoggia la scelta di dignità, coraggio e coerenza che il partito ha intrapreso a Grosseto». Dopo cinque anni di governo della destra e altrettanti di giunta Bonifazi «c'è bisogno di un ritorno alla democrazia sostanziale e non solo formale. Il consiglio comunale è eletto dai cittadini, non può essere solo un organo di ratifica dei provvedimenti della giunta. Stiamo correndo il rischio di un populismo plebiscitario che io, durante le mie esperienze sindacali, ho vissuto in prima persona». Dopo aver snocciolato le parole d'ordine del programma "democrazia, condivisione, sostenibilità, intelligenza e bellezza", e ribadito che «tra di noi ci chiamiamo ancora compagne e compagni perché ci piace il valore di questa parola», Citerni ha presentato con una nota di colore "il vino della sindaca" che sull'etichetta delle bottiglie porta la dicitura... "Sinistra enologia e libertà".
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