La manifestazione
«Ci siamo assuefatti al brutto»
Matteo Baccellini
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OLIVIERO TOSCANI qui con Giuseppe Chigiotti, ieri a Grosseto a parlare di paesaggi e di brutture Oliviero Toscani ieri a Grosseto per parlare di paesaggi, spesso sciupati
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GROSSETO. Ha raccolto l'invito del sindaco Emilio Bonifazi, quello di arrivare a Grosseto a parlare di paesaggio, toscano e non. E lui, Oliviero Toscani, il fotografo più conosciuto e discusso d'Italia, non ha mancato l'appuntamento, ieri in piazza S.Michele, all'aperto, di fronte a un centinaio di persone. Col suo solito stile dissacratorio, ne ha avute un po' per tutti: non un spot elettorale, se qualcuno lo avesse atteso. Una conversazione sui suoi argomenti preferiti, piuttosto. Con una sola eccezione, un ringraziamento proprio a Bonifazi (che non era presente, l'incontro è stato coordinato dall'architetto Giuseppe Chigiotti, presidente del comitato elettorale), per l'invito. «Parlare di territorio e di paesaggio per me è un piacere, è la prima volta che un sindaco me lo chiede in tutti questi anni e ho accettato volentieri», ha esordito Toscani. Che poi ha bacchettato subito il popolo toscano, quello che in fondo l'ha adottato, «e non solo per il mio cognome», ha detto, visto che vive a Casale Marittimo, in provincia di Pisa. «La vostra inerzia caratteriale è stata utile per non cambiare le cose, la voglia di dire sempre no ai cambiamenti ha fatto sì che gran parte del paesaggio toscano non sia cambiato. La Maremma? Noto che qui non c'è uno sviluppo del bello, e anche l'accoglienza dei turisti in generale non è delle migliori. Esiste un problema di accoglienza». Non si definisce ambientalista, Toscani, piuttosto un «amante del costruire bene a livello architettonico. Mi sembra che ovunque manchi il coraggio di fare. Solo che dove è stato fatto qualcosa, è stato perchè si sono mossi tanti geometri con la tessera di partito in tasca. I loro permessi di costruire mi fanno paura, ci sono certi obbrobri in giro». Anche Grosseto non è rimasta esente da critiche del fotografo milanese. «C'è una parte di periferia troppo evidente qui a Grosseto, brutta. Ma periferia di cosa? Non c'è la città stessa. L'ambiente è determinante, qui come altrove. Ma il degrado della bellezza ha portato ad un assuefazione generale al brutto. Io per esempio lavoro per tutto il mondo ma ho scelto di vivere in un paesino di 1000 abitanti, dove ci sono quattro negozietti e tanti anziani che mi danno ispirazione sul lavoro». E mentre sviscerava l'odio per ecomostri e grattacieli, non è mancato l'affondo a Berlusconi. «Con lui siamo la macchietta dell'Italia, è un monarca che con 3-4 canali tv ci ha tolto le capacità intellettuali. La televisione è un mezzo dannoso, va spenta con tutti quei programmi demenziali che trasmette contaminando la gente».
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