Il Tirreno

Grosseto

Ritorna il progetto nel comune di Manciano

Carni bovine maremmane nelle mense scolastiche

2 MINUTI DI LETTURA





 MANCIANO. L'anno scorso è stata sperimentata, per una settimana, la somministrazione di carni bovine nelle mense scolastiche. Visto che l'iniziativa ha riscosso il plauso di alunni, corpo docente e genitori, quest'anno il comune di Manciano con la collaborazione anche in termini economici di "Cir Food Divisione Eudania" (società di ristorazione toscana che gestisce la mensa scolastica), ha deciso di proseguire ed ampliare tale progetto inserendo nel menù scolastico invernale in maniera costante la carne bovina maremmana proveniente da allevamenti biologici locali, aderenti all'Associazione razza bovina maremmana che gestisce anche il Presidio Slow Food.  All'interno di tale iniziativa si è sviluppato un ulteriore progetto che vede protagoniste le scuole: grazie alla fattiva collaborazione dell'Associazionea, gli alunni seguiranno delle lezioni tenute dai proprietari delle nove aziende allevatrici di Manciano i quali, non solo spiegheranno i valori nutrizionali e le proprietà di questa carne, ma permetteranno anche di far visitare le loro aziende agli alunni stessi.  Il progetto di valorizzazione della maremmana promosso dall'amministrazione mancianese, prosegue durante l'evento di promozione territoriale Vivamus, che si terrà dal 26 giugno al 2 luglio, nell'ambito del quale saranno organizzate delle visite guidate per locali e turisti, e sarà allestito uno stand dedicato con degustazione di prodotti e dimostrazioni.  «È motivo di vanto per l'amministrazione - è il comunicato - essere l'unica in tutto il comprensorio provinciale a promuovere e valorizzare, con il supporto delle aziende agro-zootecniche locali, un prodotto nostrano all'interno delle scuole, assicurando ai bambini un'alimentazione con prodotti biologici e a chilometro zero».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa