La manifestazione
Alberi secolari, è allarme cinipide
Fiora Bonelli
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CINIPIDE GALLIGENO è comparso sugli alberi dellAmiata nel 2008 L'insetto mortale ha nidificato soprattutto sui castagni, pieni di larve rosse
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AMIATA. Allarme rosso in Amiata per l'attacco in grande stile del famigerato cinipide galligeno, che in una stagione appena ha fatto man bassa degli alberi secolari della montagna, annidandosi per ogni dove. Anche i castagneti di Castel del Piano da quanto sono diventati rossi sembrano ciliegi veri e propri, con ciliegie già mature sui castagni. Nelle foglie appena spuntate ha fatto la sua comparsa la larva di colore rosso vivo del cinipide, il mortale insetto che se non fermato in qualche modo manderà in rovina il patrimonio più significativo dal punto di vista sia ambientale che economico della montagna. Dunque, ora, il bosco di castagni è pieno come un uovo di queste larve. Dopo i primi avvistamenti del terribile parassita importato dalla Cina, nella zona dei Tepolini, e poco più lontano, a Sorano e a Monticello Amiata, colpiti fra i primi, adesso, non c'è castagneto che non sia invaso. I castanicoltori tremano, anche perchè l'unica azione disponibile per ovviare al problema è potare gli alberi e bruciare il più possibile per arginare la moltiplicazione esponenziale dell'insetto. Altro non si può fare. Gli insetticidi comuni non servono a nulla e anzi danneggiano alberi e frutti. Da anni l'allarme era stato lanciato e sull'Amiata il problema ha fatto la sua prima comparsa concreta nel 2008. Il presidente dell'associazione della Castagna IGP Lorenzo Fazzi, ha organizzato, in passato e di recente, decine di incontri con esperti e istituzioni, per allertare i proprietari di castagni e si è attivato per andare a intercettare l'unica possibilità di salvezza per sterminare il cinipide. Cioè il suo antagonista, un altro insetto che va lanciato nei castagneti ammalati e che solo così avranno una speranza di sopravvivenza. Una lotta biologica avviata l'anno scorso dalla Regione Toscana con uno specifico progetto sperimentale triennale di controllo del cinipide, basato sull'introduzione dell'antagonista naturale Torymus sinensis, fornito dall'Università di Torino che ha messo a punto specifiche tecniche di allevamento. Un insetto costosissimo, per il quale la Regione vuole l'autosufficienza e che gli esperti provano a far riprodurre in date zone. Intanto la Regione, che l'anno scorso ha lanciato l'antagonista in 5 aree, quest'anno ha allargato il numero dei siti. E proprio ieri, Lorenzo Fazzi, con i tecnici della regione si è recato ad effettuare tre nuovi lanci nel Monte Amiata: a Sorano, a Monticello e a Casteldelpiano nella zona di Tepolini e di Pian del Ballo, da dove la malattia era partita. Ma perché la "cura" abbia effetti ci vorranno anni e frattanto i castanicoltori chiedono cosa fare e soprattutto chiedono che il sistema castagno dell'Amiata sia difeso con le unghie e coi denti.
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