Il dolore
Castel del Piano. Ancora vandalismi mentre gli operai stanno risistemando le nuove panchine di legno
Nuovi graffiti in piazza Bellavista
Fiora Bonelli
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SCRITTE sui muri della piazza: a Castel del Piano non è una novità. Sopra il legno delle nuove panchine da sistemare Imbrattati gli stessi muri di due mesi fa: stavolta scritte rosa e minuscole
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CASTEL DEL PIANO. I graffitari colpiscono ancora e la piazza Bellavista fa ancora una volta da location per aspiranti writers. Il tutto mentre nella storica piazza del paese amiatino, nel centro storico, gli operai stanno lavorando per posizionare le panchine di legno. È l'ultima rifinitura dell'operazione di restauro della terrazza panoramica di Castel del Piano. Ma qualcuno che ha continuato ad imbrattare una porzione dell'edificio che ospita i lavatoi. Imbrattature, insomma, proprio nella stessa piazza duramente colpita dalle bombolette spray qualche tempo indietro. A nulla, insomma, è valsa l'alzata di scudi collettiva di fronte a quanto successo un paio di mesi or sono, quando un gruppo di ragazzi aveva riempito di scritte nere il muretto di cinta e la struttura dei pozzi. Una serie di scritte nere lasciate sui muri appena restaurati dove si potevano leggere dichiarazioni d'amore e nomi e iniziali, insieme con il nome di cantanti e versi di canzoni. Un gesto che spinse lo stesso sindaco Claudio Franci a rivolgersi alla comunità per trovare i colpevoli. Ma in quella circostanza erano stati, alla fine, i medesimi ragazzi a farsi avanti, i quali avevano trovato anche il coraggio di farlo con una lettera di scuse molto sincera. Una prova di responsabilità che doveva insegnare a tutti qualche cosa. Invece non è stato così. La "lezione" collettiva sembra non aver funzionato a pieno. Perché sebbene questa volta le scritte siano più minuscole e addirittura "delicate", vergate, come sono, con il pennarello rosa, sono tuttavia ricomparse proprio nello stesso posto. "Io e te per sempre" oppure "non posso fare a meno di te" e così via, con un bel "scemo chi legge", a scoraggiare i lettori che non facciano parte del gruppo. Delle nuove scritte si è accorto lo stesso architetto Adriano Monaci, che ha curato il progetto della piazza e che in questi giorni segue i lavori che si devono concludere con la messa in opera delle panchine. E anche per questa opera il progettista ha avuto riguardo della tradizione e dei beni pubbici, tanto che quelle sedute saranno costruite (dalla ditta Bertini) con il legno degli alberi tolti da piazza Rosa Guarnieri Carducci. Una maniera per "riciclare" quello che già c'è, nel pieno rispetto della storia del paese. A mancare, ancora, è il rispetto del patrimonio pubblico.
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