Il Tirreno

Grosseto

«Se ci sfrattano, ci portano via anche i nostri figli»

L.S.

Il dramma di un marocchino che ha anche un bambino malato: l'8 maggio dovrà lasciare il tetto

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 GROSSETO. L'ultimo degli infausti conti alla rovescia che hanno cadenzato la vita di Mohamed scade tra una settimana, quando lui e la sua famiglia non avranno più nemmeno una casa.  Il destino sembra accanirsi contro questo tunisino di 36 anni che da dieci vive a Grosseto. Suo figlio di tre anni ha una malattia rara, la moglie ha partorito da poco più di un mese una bambina ma entrambi i genitori sono senza lavoro. E dall'8 maggio, quando verranno sfrattati dal residence dove alloggiano da tre mesi, saranno anche senza un tetto sotto il quale dormire.  «L'unica fortuna è che mia figlia non ha la stessa malattia genetica del fratello» dice Mohamed mentre racconta dell'angoscia che attanaglia lui ed i suoi cari. «Mia moglie non dorme la notte, io sono disperato e non posso fare altro che chiedere aiuto per trovare una casa. Gli assistenti sociali mi hanno detto che se finiamo in strada ci tolgono i bambini». Mohamed dal 2001 ha lavorato come muratore presso una ditta che è fallita nel 2008. Da allora è iniziato un declino cesellato da pochi lavori saltuari, dalla malattia del primo figlio che è stato in cura al Mayer di Firenze e da una serie di sfratti e sistemazioni di fortuna. Persa ogni speranza di trovare un lavoro e un'abitazione dignitosa a Grosseto, avevano anche tentato la carta del ritorno in Tunisia.  «Pensavo che con la deposizione di Ben Alì le cose fossero migliorate. Invece c'è ancora la crisi economica, continuano le ruberie e non c'è lavoro». Come un pendolo la famiglia di Mohamed a gennaio è tornata nuovamente a Grosseto. «Siamo stati prima ospiti di amici, poi ci siamo dovuti separare: io sono andato al dormitorio del Cottolengo e mia moglie con nostro figlio dalle suore del Sant'Elisabetta».  Infine il comune di Grosseto li ha sistemati al Blumaremma facendo subito presente che questa situazione sarebbe durata tassativamente non oltre l'8 maggio. La figlia appena nata non ha ancora ottenuto il permesso di soggiorno e questo impedisce a Mohamed ed alla sua famiglia di muoversi, pena la possibilità per la bambina di non rientrare più nel territorio italiano.  «Ho trovato lavoro come lavapiatti per la stagione estiva ma non basta a pagare un affitto e mantenere quattro persone. Se non abbiamo una sistemazione entro una settimana finiamo in mezzo alla strada. In quelle condizioni gli assistenti sociali hanno detto che inevitabilmente dovranno toglierci i bambini».  

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