Il Tirreno

Grosseto

Porto Domiziano non va a bando Giallo sui sigilli tolti

Federico Lazzotti
<b>PORTO DOMIZIANO </b>Sopra i sigilli Sotto il sindaco Cerulli
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PORTO DOMIZIANO Sopra i sigilli Sotto il sindaco Cerulli

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 MONTE ARGENTARIO. È stato dissequestrato il 6 aprile scorso perché sarebbe dovuto essere rimesso a bando come gli altri pontili e quindi - scrive il giudice - viene meno «la pericolosità del bene che aveva costituito il presupposto dell'adozione della misura». Ma basta scorrere sul sito del Comune le strutture che saranno messe a gara per accorgersi che il Porto Domiziano non c'è.  Tra le diciassette strutture (15 pontili e 2 catenarie ndr), infatti, manca il molo capofila dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Alessandro Leopizzi: sequestrata dalla Finanza nel genanio scorso con l'iscrizione nel registro degli indagati di cinque persone: la legale rappresentante della società, il costruttore, il tecncico che nel 2008 presentò il progetto di ampliamento e due dirigente del Comune.  Oltre al Porto Domiziano, nella lista stilata dall'amministrazione di Monte Argentario, non compaiono nemmeno i tre pontili del Comune e il molo gestito dall'Argentario Approdi.  Un piccolo giallo visto che nelle motivazioni del dissequestro si fa riferimento proprio alla norma di salvaguardia come condizione primaria per togliere i sigilli.  «Non vi è - scrive il giudice - neccessità di disporre il sequestro preventivo del bene nel momento in cui la disponibilità del bene - in capo all'indagto ovvero a terzi che dovessero essere nell'immediato futuro individuati quali concessionari precari - non implica un'effettiva ulteriore lesione del bene giuridico protetto».  Il giallo che riguarda la mancata messa bando del Porto Domiziano e degli altri quattro pontili che non figurano nella lista della norma di salvaguardia cerca di spiegarlo il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli. «Le concessioni per il Porto Domiziano e il molo gestito dall'Argentario Approdi scadono nel 2012 dunque saranno messi a bando il prossimo anno. Fino ad allora la gestione resterà nella disponibilità della società che si è aggiudicata l'ultima gara. Discorso diverso va fatto - prosegue Cerulli - per i tre ormeggi del Comune. In questo caso si tratta di strutture che hanno uno scopo sociale e non di lucro, quindi l'amminsitrazione in accordo con gli esperti che hanno seguito la stesura della norma di salvaguardia ha deciso di non metterli a gara».

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