Sicurezza
«Per il Pd allearsi con l'Udc è una mutazione genetica»
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SINISTRA. Oliviero Diliberto al tavolo con Cristina Citerni Durissimo il segretario dei Comunisti Italiani Diliberto. E all'incontro c'è anche la Rsu Mabro
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GROSSETO. Non ci è andato morbido, con il Pd e l'alleanza con l'Udc, Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani a Grosseto per sostenere Cristina Citerni: «È incredibile come la politica talvolta sconfini nell'assurdità. Tutti noi vogliamo mandare a casa Berlusconi ma tenendo saldo il legame del centrosinistra autentico. Come è possibile per un elettore del Pd votare il proprio partito di cui fa parte anche l'Udc dell'ex candidato del centrodestra?» Diliberto definisce la scelta del Pd di essersi alleato con l'Udc dell'ex avversario Bellettini: «Una mutazione genetica, una scelta che porterà alla sconfitta. Perché gli elettori di centrosinistra non l'accetteranno». Con lui c'erano Marco Barzanti, Fabio Meini e Edoardo Bertocci. «La scelta del Pd, qui a Grosseto, è peggio di un crimine: è un errore. Non è soltanto sbagliata, si rivelerà inefficace. Credono davvero - ha detto Diliberto - di poter contare sui consensi di chi, all'ultima tornata elettorale, ha votato per il candidato del centrodestra? Sono convinti di spostare gli elettori di Casini o Fini? Non andrà così, non funziona. E intanto ottengono l'effetto di annacquare i contenuti della sinistra, diventando neo-moderati. Se le forze in campo fossero schierate in tre poli (destra, centro, centrosinistra) allora il centrosinistra potrebbe davvero vincere. Ma non in questo modo. Perché c'è una parte dell'elettorato del Pd che vive la scelta di allearsi con l'Udc come un tradimento». E gli effetti dello spostamento al centro dei Democratici, non è solo una questione locale di Grosseto. «La mia scelta di venire a Grosseto - ribadisce Diliberto - è voluta, ponderata. Qui il Pd sta sperimentando una scelta che può avere effetti controproducenti a livello nazionale: il Pd che taglia con la sinistra è una mutazione genetica, perché l'Udc è la parte più conservatrice e clericale del centrodestra. Anzi, dirò di più: questa è una ferita inferta alla storia della sinistra, così importante in questa regione: personalmente mi sento offeso. Ma un effetto positivo, almeno, c'è: la sinistra è rimasta unita. E questo è il presupposto per provare a contare qualcosa». A Grosseto la sinistra pro-Citerni punta tutto sul lavoro: non a caso all'incontro hanno preso la parola anche alcune rappresentanti delle Rsu ex Mabro. «Per anni ci siamo sentite ripetere che andava tutto bene, quando non era affatto così - ha detto Manola Mengozzi - e oggi stiamo ascoltando le stesse parole. Siamo ripartiti con un nuovo imprenditore, è vero, ma non si può parlare di vera ripresa. Perché le cose cambino, il nuovo proprietario dell'azienda non dev'essere lasciato solo. Non resteremo in silenzio: non abbiamo lottato per restare in cassa integrazione, ma per lavorare».
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