Il Tirreno

Grosseto

Ora si cerca di far fuori Ferraro

Obiettivo del Centrodestra lasciare un'unica compagine in corsa e poi sperare che il quorum non raggiunga il 50% più uno

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 CASTIGLIONE. Un clima surreale quello che si respira a Castiglione, dopo la conferma da parte del Consiglio di stato della esclusione della lista del Pdl dalle elezioni del 15 maggio e nonostante il nuovo ricorso alla magistratura di Faenzi e Mainetti.  La suprema corte ha sancito come la presentazione delle firme con i nomi dei dodici candidati in bianco sia un errore insanabile "che non permette di individuare con certezza la volontà dei sottoscrittori" e, soprattutto, che viola la regole essenziali per la partecipazione al percorso elettorale. Una sentenza inappellabile che ha segnato la fine di dieci anni di una roccaforte del popolo della libertà in Toscana. Non si arrende, però, il sindaco Faenzi, scatenata nel raggiungere un nuovo obbiettivo: l'esclusione della lista civica di Mario Ferraro, in modo da far correre il centro sinistra da solo. Obbiettivo che la legge elettorale rende irraggiungibile in questa fase, cui però l'onorevole vorrebbe arrivare a colpi di esposti in procura. Non si sa se per continuare a tenere unite le file del Pdl, allo sfascio dopo il gelo iniziale, oppure in una precisa strategia. Le norme del testo unico sui comuni prevedono che se è ammessa una sola lista, devono partecipare al voto almeno il 50% degli elettori, e la lista deve ottenere il 50% dei consensi dei votanti. Obbiettivi che anche con la esclusione della lista di Ferraro sembrano comunque facili da raggiungere per Giancarlo Farnetani. Ma le liste in corsa sono due, e il Pdl non ha impugnato l'ammissione della lista civica nei tre giorni successivi; dunque non sembra che la norma troverebbe applicazione. Lo scenario politico continua ad evolversi velocemente, e non aiuta il sindaco uscente: le delibere che vorrebbe portare a casa prima del voto - le varianti alla trasformazione degli alberghi in seconde case - non possono, a filo di diritto, essere votate negli ultimi giorni della legislatura e dunque alcuni suoi consiglieri sembrano combattuti nel seguirla in questa crociata. Parte dell'elettorato del centro destra poi, non pare contentarsi della teoria del complotto, e chiede invece un'assunzione di responsabilità politica per l'accaduto anche al candidato sindaco Sandra Mainetti, ma soprattutto all'onorevole Faenzi che, della lista esclusa, era al contempo capolista e madrina politica. (e.g.)

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